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Venerdì 22 Settembre 2017 | 10:08

Foggia - Uccide i genitori e si impicca

L'uomo li ha massacrati a colpi di mattarello prima di impiccarsi. A dare l'allarme la sorella. L'omicida ha lasciato un biglietto: «Non ce la faccio più, voglio farla finita»
CAGNANO VARANO (FOGGIA) - Un uomo di 39 anni, di Cagnano Varano, per cause ancora in corso di accertamento ha ucciso stasera i propri genitori a colpi di matterello nel loro appartamento e poi si è tolto la vita impiccandosi. E' stata sua sorella, allarmata per non essere riuscita a mettersi in contatto con i propri genitori, ad avvertire i carabinieri. I militari sono intervenuti e, dopo aver sfondato il portone d'ingresso dell'abitazione si sono trovati di fronte i cadaveri delle tre persone.
Il responsabile del duplice assassinio si chiamava Filippo Fini, 39 anni. Pare che fosse un tossicodipendente ma non aveva precedenti penali. Gestiva un negozio di calzature proprio sotto la palazzina a due piani dove abitava solo la sua famiglia.
Prima di suicidarsi, l'uomo ha lasciato un biglietto: «Non ce la faccio più, voglio farla finita», era scritto. Biglietto che ha lasciato su un pianerottolo dell'edificio e che sua sorella, Grazia, avvocato di 27 anni, ha trovato prima di scoprire la tragedia.
La giovane donna aveva tentato più volte di telefonare ai suoi genitori, Giuseppe Fini, di 67 anni, pensionato, e Domenica Coccia, di 59, casalinga, senza avere risposta. Si è allora recata a casa loro, una palazzina a due piani e ha aperto il portone. Lì, nell'atrio, sul pianerottolo, ha trovato il biglietto con le ultime disperate parole di suo fratello.
Grazia ha allora affannosamente tentato di aprire la porta dell'appartamento chiusa a chiave. Non ci è riuscita e allora ha avvertito i carabinieri.
I militari sono arrivati in pochi minuti e hanno sfondato la porta di casa. Quando sono entrati, la scena era terribile: i due anziani erano per terra nel sangue, erano stati uccisi a colpi di matterello.
Dopo aver cercato per tutta la casa hanno poi trovato Filippo in soffitta, che si era impiccato dopo essersi tagliato le vene. Quando lo hanno scoperto, anche per lui non c'era ormai più niente da fare.
Le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore di Lucera Claudio Rastrelli.

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