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Venerdì 22 Settembre 2017 | 06:24

Termoli, prosegue protesta bieticoltori

Dirigenti delle Associazioni bieticole italiane (Anb, Cnb e Abi) incatenati a un albero, attuano lo sciopero della fame. Si denuncia l'«incertezza sul futuro dello stabilimento molisano»
TERMOLI (CAMPOBASSO) - Prosegue davanti allo zuccherificio di Termoli la protesta dei dirigenti delle tre Associazioni bieticole italiane (Anb, Cnb e Abi) incatenati da ieri a un albero e che attuano lo sciopero della fame per denunciare «la grave e pericolosa situazione di incertezza sul futuro dello stabilimento molisano», l'unico in attività nel Sud dopo l'entrata in vigore della riforma nel settore dello zucchero.
Stamattina i manifestanti hanno ricevuto la visita del Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, il quale ha affermato che «la situazione bisogna risolverla, ma senza fare demagogia».
Intanto i tre dirigenti delle tre associazioni bieticole italiane - Salvatore Montanaro, Carlo Giordano e Giovanni Tamburanno - hanno annunciato di partecipare all'incontro del 30 agosto a Bari con il Ministro per le Politiche Agricole Paolo De Castro ma non sono concordi con quanto dichiarato dal rappresentante del Governo ovvero l'impossibilità di cambiare la situazione al tavolo europeo.
«Altri Ministri di Francia e Spagna - hanno detto i rappresentanti dei bieticoltori - con impegno sono riusciti ad ottenere qualcosa. Noi siamo il paese più danneggiato dalla riforma dell'Ocm zucchero fatta per agevolare altri paesi europei e non possiamo nemmeno ottenere un miglioramento nella negoziazione? Non ci stiamo».
I dirigenti dell'impianto saccarifero termolese hanno fissato, invece, per il 4 settembre il consiglio di amministrazione dello stabilimento per discutere dell'apertura dei contratti con i coltivatori di barbabietole. Fino a questo momento i manifestanti sono intenzionati a proseguire la protesta.
Lunedì arriveranno anche gli autotrasportatori ed agricoltori dalla Puglia che con tir e trattori invaderanno le strade del Basso Molise viaggiando a «passo di lumaca».

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