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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:05

Agricoltori foggiani si incatenano

Si tratta di bieticoltori che protestano davanti allo Zuccherificio di Termoli, per denunciare la grave e pericolosa situazione di incertezza sul futuro dello stabilimento molisano
FOGGIA - Dalle prime ore di questa mattina un centinaio di persone - dirigenti sindacali, produttori di bieticoltori della provincia di Foggia e del Molise - si sono incatenate davanti allo Zuccherificio di Termoli, per denunciare la grave e pericolosa situazione di incertezza sul futuro dello stabilimento molisano, l'unico rimasto in attività nel Mezzogiorno dopo l'entrata in vigore della nuova riforma nel settore dello zucchero. «A poche settimane dalle semine autunnali -lamentano le organizzazioni sindacali del settore - e nonostante i reiterati inviti delle Associazioni bieticole, la società saccarifera non ha ancora provveduto ad aprire la contrattazione per il prossimo anno, il che genera fondate preoccupazioni tra i bieticoltori e nell'intera filiera circa la prosecuzione dell'attività. Le condizioni - hanno proseguito - per aprire la contrattazione ci sono tutte: la quota aggiuntiva necessaria è disponibile sul mercato, mentre gli strumenti ed i mezzi per garantire la remuneratività della coltura sono attuabili tramite adeguati interventi comunitari, nazionali e regionali».

Tra i manifestanti moltissimi i produttori della provincia di Foggia visto che in Capitanata sono 13mila gli ettari coltivati a barbabietole. Nel corso della manifestazione di questa mattina, i contestatori che hanno annunciato che faranno anche lo sciopero della fame, hanno più volte invitato la società Zuccherificio del Molise a dare immediato corso alla contrattazione, procedendo contestualmente ad acquisire in forma definitiva la quota, avendo tra l'altro la Regione Molise - socio pubblico dello zuccherificio - messo a disposizione allo scopo i 16 milioni di euro necessari. Un richiamo anche alle regioni interessate - Abruzzo, Molise, Puglia - ed al Governo, affinchè ognuno per le rispettive competenze si adoperi con urgenza nel perseguimento di un obiettivo comune particolarmente atteso dall'intera collettività, qual è quello di assicurare una prospettiva duratura ad uno zuccherificio di primaria importanza nell'economia agroindustriale del Mezzogiorno, che assolve anche una funzione strategica di rilievo nell'assicurare al nostro Paese la produzione nazionale di zucchero consentita dalla recente Ocm».

PROVINCE FOGGIA E CAMPOBASSO: APRIRE TAVOLO OPERATIVO
Aprire immediatamente un tavolo operativo, coordinato dal ministro alle politiche agricole, De Castro, per dare risposte alle attese della filiera bieticola appulo-molisana: questo il progetto dei presidenti delle Province di Foggia e Campobasso, rispettivamente Carmine Stallone e Nicolino D'Ascanio, dopo la protesta stamane a Termoli delle tre associazioni bieticole italiane (Anb, Cnb, Abi).
«La mancata apertura, da parte della società saccarifera, della contrattazione per la prossima annata bieticola, a poche settimane dalle semine autunnali - affermano i presidenti - rischia di annichilire un comparto fondamentale per la produzione di reddito agricolo nel Meridione». Stallone e D'Ascanio - si legge in una nota congiunta - «ritengono pericolosa l'incertezza del futuro dell'unica filiera saccaro-bieticola del Sud, che oggi impegna oltre 20mila ettari tra Puglia e Molise, circa 4.000 aziende, oltre 350 unità lavorative a Termoli e un impressionante indotto trasportistico». I presidenti delle Province di Foggia e Campobasso «esprimono la più forte e convinta solidarietà ai rappresentanti del comparto bieticolo» e chiariscono che «la questione dello Zuccherificio del Molise è questione nazionale, non solo regionale». Nel pomeriggio saranno a Termoli il vicepresidente della Provincia di Foggia e assessore alle attività produttive, Franco Parisi, e l'assessore all'agricoltura, Antonio Angelillis. Insieme ai loro colleghi della provincia di Campobasso formalizzeranno le richieste da inoltrare con urgenza al ministro.

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