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Martedì 19 Settembre 2017 | 21:01

Consegnato dall'Interpol killer barese

Vito Rossini è stato scarcerato dopo aver scontato in un carcere montenegrino la pena di undici anni per una condanna a 15 anni per omicidio
BARI - L'Interpol ha consegnato alle autorità italiane il pregiudicato barese Vito Rossini, di 38 anni, scarcerato ieri dopo aver scontato in un carcere montenegrino la pena di undici anni per una condanna a 15 anni per l'omicidio di Antonio Attolico, il ventiduenne barese ucciso a Podi (Montenegro) nel dicembre del 1995. Il nome di Rossini - riferiscono i carabinieri - era inserito nell'elenco dei 500 latitanti più pericolosi, pur non essendo di fatto un ricercato.
Rossini, scortato da personale dell'Interpol, è giunto ieri sera in aereo a Fiumicino dove è stato preso in consegna da carabinieri del reparto operativo di Bari che hanno notificato all'uomo due ordinanze di custodia cautelare in carcere: una per l'omicidio di Luigi Scamorcia, di 35 anni, assassinato a Bari il 6 novembre '95, l'altra per quattro ferimenti avvenuti nel corso di altrettante sparatorie, sempre nel 1995, nel Borgo antico di Bari.
Nel corso delle indagini sull'omicidio di Attolico, Rossini confessò al pm della Dda di Bari, Giuseppe Scelsi, che lo interrogò in Montenegro, di aver ucciso il rivale con 21 coltellate perchè Attolico non aveva diviso con lui i proventi derivanti da furti in appartamenti compiuti a Bari. Per il delitto furono incriminati anche i pregiudicati baresi Francesco Belviso e Vito De Antonis, che ebbero un ruolo - secondo l'accusa - nel dar fuoco al corpo di Attolico quando questi era ancora in vita.
Rossini è accusato dalla magistratura barese di aver ucciso Scamorcia assieme a Vito De Antonis. Quest'ultimo, il 24 febbraio scorso, è stato condannato alla pena dell'ergastolo dalla Corte d'assise di Bari. La posizione di Rossini fu invece stralciata per motivi procedurali.

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