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Venerdì 22 Settembre 2017 | 04:52

«Tre licenziamenti ingiusti», sciopero all'Ilva di Taranto

I sindacati provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno confermato oggi l'astensione dal lavoro di 24 ore, lunedì 14 agosto. L'obiettivo è contestare la legittimità del provvedimento preso dalla dirigenza del siderurgico nei confronti di tre operai, accusati di «essersi assentati troppe volte dal lavoro per infortuni». Ricorso anche alla magistratura
Ilva Taranto TARANTO - I sindacati provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno confermato oggi lo sciopero di 24 ore proclamato per lunedì 14 agosto nello stabilimento siderurgico Ilva di Taranto per protestare contro il licenziamento di tre operai, accusati dall'azienda di essersi assentati troppe volte per infortuni. Inoltre, i legali di Fim, Fiom e Uilm hanno depositato in tribunale dinanzi al giudice del lavoro il ricorso d'urgenza ex art.700 con cui si impugna il licenziamento dei tre operai e si chiede di annullare del provvedimento con procedura d'urgenza.
L'astensione dal lavoro è stata confermata oggi, dopo un incontro che i dirigenti sindacali hanno avuto questa mattina alla direzione Ilva con i dirigenti dello stabilimento tarantino.
Secondo fonti sindacali, l'azienda avrebbe giudicato eccessiva la proclamazione dello sciopero, chiedendone un differimento. I sindacati, da parte loro, hanno subordinato lo spostamento della data dello sciopero alla revoca dei licenziamenti, ma le parti sono rimaste ognuna sulla propria posizione.
In una nota diffusa al termine della riunione svoltasi tra sindacati e dirigenza Ilva, il segretario generale della Uilm jonica, Rocco Palombella, afferma che «l'incontro di oggi è stata una conferma del comportamento dell'Ilva in questi anni, e cioè quello di utilizzare le istituzioni e il sindacato per raggiungere i suoi scopi produttivi ed economici».
«Alla prima occasione - prosegue la nota di Palombella - l'Ilva si rende partecipe di violazioni di corrette relazioni industriali e di messaggi tesi ad intimorire migliaia di lavoratori. Il problema degli infortuni non si risolve aumentando il numero dei provvedimenti disciplinari, incentivando economicamente i capi o, peggio ancora, licenziando chi si infortuna». Per il segretario della Uilm tarantina, «l'alto numero degli infortuni gravi si risolve con ben altri strumenti per i quali il sindacato aveva dato la propria disponibilità a rendersi parte attiva». Di conseguenza, alla luce dell'episodio dei tre operai licenziati, il sindacato «si tirerà fuori da qualsiasi comitato o commissione istituiti» perché «l'uso che l'azienda ne ha fatto lede la serietà e l'interesse dei lavoratori».

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