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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 04:18

Le prime elezioni libere del Congo, la testimonianza degli italiani

Tra i militari impegnati nella missione dell'Unione europea Eufor Repubblica Democratica del Congo, ci sono anche 55 compatrioti (per lo più dell'Aeronautica Militare), la cui sicurezza è affidata anche ai Fucilieri dell'Aria di Martina Franca. Il racconto di un Paese devastato da anni di guerre e della speranza di un futuro di democrazia
Congo - C130 J in atterraggio BARI - Tre ore e trenta, tanto ci mette il C130-J dell'Aeronautica Militare italiana a volare da Libreville, in Gabon, fino a Kinshasa, nel confinate Congo, dove una missione europea e dell'Onu sta garantendo lo svolgimento sereno delle prime elezioni democratiche. E i militari - tra cui anche i pugliesi del Battaglione Fucilieri dell'Aria di Martina Franca (Taranto) - raccontano di come si decolli in una città africana, con i suoi palazzi e le periferie, per atterrare in una sorta di enorme baraccopoli in cui manca tutto e figurarsi se si pensa ad asfaltare le strade.
E' una testimonianza che riassume bene come la vera distanza tra Gabon e Congo sia da misurarsi in tempo guerra. L'ex Zaire, infatti, emerge ora da anni di combattimenti. Oltre ai conflitti etnico-tribali, sul suo territorio ricchissimo (miniere di diamanti, oro, coltan) si son dati battaglia gli eserciti regolari di ben sei Paesi.
Ten.Col. Borgonovi nel C130-J «La partecipazione nazionale a questa operazione - spiega telefonicamente il comandante del contingente italiano, il tenente colonnello pilota dell'Aeronautica Militare Fabrizio Borgonovi - si estrinseca in un distaccamento che comprende un velivolo C130-J, della 46ma Brigata Aerea di Pisa, e personale per 55 unità. L'obiettivo nazionale, nell'ambito della missione europea Eufor RD Congo, è quello di contribuire al successo del processo di democratizzazione e stabilizzazione del Paese e creare una cornice di sicurezza ulteriore alla missione Onu».
Si tratta di un evento di portata storico-simbolica anche per la nostra Forza Armata giacchè, come spiega l'addetto stampa capitano Erminio Englaro: «Su tutte le fiancate dei velivoli spicca la scritta gialla Eufor e la bandiera europea sul timone di coda. Questa rappresenta una importante novità per l'Italia, in quanto è la prima volta che un velivolo dell'Aeronautica Militare opera con le insegne dell'Unione Europea».
L'impegno degli italiani, che è iniziato lo scorso 17 luglio e proseguirà fino al prossimo novembre, è indirizzato a supportare gli sforzi internazionali.
«Siamo on-call forces, cioè siamo rischierati in Gabon, a Libreville, e pronti a intervenire su richiesta - dice Borgonovi - Mentre a Kinshasa, dove finora ci siamo rischierati tre volte, opera un contingente inquadrato come reaction forces».
«Nelle circa 3 ore e mezzo di volo - continua il comandante - la vista è impressionante: distese enormi di foreste fittissime, attraversate da corsi d'acqua e rare strade sterrate. In pratica Libreville si interrompe e c'è la foresta. Poi, quando si arriva in Congo, a Kinshasa, ci sono le baracche che finiscono fin sotto la pista».
Un fuciliere dell Per gli aeronautici è così: il mondo scorre sotto i piedi e termina poco oltre la pista. Non è una scelta, è il loro incarico che lo richiede, perché l'aereo e ciò che trasporta non si mollano un minuto. Però anche a loro arriva l'eco di ciò che c'è oltre quella pista; delle «dieci persone che vivono nello scheletro d'un automezzo carbonizzato a bordo strada», della gente che non ha più una guerra da combattere ma nemmeno una fabbrica in cui lavorare.
Si diceva che del contingente italiano fanno parte anche i Fucilieri dell'Aria e allora val la pena ricordare la rappresentanza pugliese con le parole del loro comandante, il maresciallo Corrado Bianchi (che è di Brindisi): «Insieme ai collaboratori e colleghi, abbiamo il compito di garantire la sicurezza al velivolo e al personale. Siamo sei Fucilieri e i pugliesi, incluso me, sono quattro: Antonio Maggiolini, di Turi, nel Barese; Gianfranco Bongermino, che è di Laterza, in provincia di Taranto e Luigi D'Ostuni che è proprio di Bari città».



Marisa Ingrosso

• PER SAPERNE DI PIU' DEI FUCILIERI DELL'ARIA: www.aeronautica.difesa.it

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