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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:41

Libano - Da Brindisi via al ponte aereo umanitario

Nel pomeriggio è decollato il primo cargo Ilyushin-76 - su iniziativa del "Programma alimentare mondiale" delle Nazioni Unite - con a bordo 20 depositi prefabbricati e 5 generatori. Sabato partirà un secondo velivolo. Attraverso la Siria, questi aiuti - compresi alimentari e materiale sanitario - stanno raggiungendo il sud del Paese bombardato dagli israeliani
Brindisi - Aiuti Onu, Nazioni Unite BRINDISI - Il Programma alimentare mondiale (Pam) ha avviato oggi un ponte aereo umanitario con aerei Ilyushin-76: il primo velivolo è partito nel pomeriggio dalla Base di Brindisi di Pronto intervento umanitario delle Nazioni Unite (Unhrd) di Brindisi. Porta a bordo venti depositi prefabbricati e cinque generatori per il Pam. Per domani è prevista un'altra partenza.
L'aereo atterrerà nella città siriana di Latakia, da dove le merci verranno trasportate via terra a Al-Arida, alla frontiera, centro di raccolta del Pam per tutti gli aiuti umanitari Onu. Gli aiuti saranno inviati in Libano con convogli scortati. Per domani è previsto un altro volo umanitario da Brindisi.

Nei giorni scorsi il Pam e la Cooperazione italiana avevano inviato i primi aiuti, consistenti, tra l'altro, in 25 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico, utilizzando la nave "San Giorgio" della Marina militare italiana.
Per cercare di proteggere il proprio staff, che sta operando in condizioni di grande rischio, il Pam invierà con il ponte aereo anche caschi e giubbotti antiproiettile. A bordo di entrambi i voli ci sono, inoltre, due squadre di tecnici della Base di pronto intervento umanitario per installare i prefabbricati e il materiale inviati da Brindisi.

Al Pam è stata affidata la direzione logistica delle operazioni di soccorso per tutte le agenzie Onu, il cui valore ammonta a oltre 38 milioni di dollari, più di un quarto dell'intero costo dell'operazione di emergenza avviata lunedì dalle Nazioni Unite e stimata in 150 milioni di dollari.

Con i primi aiuti inviati nei giorni scorsi dal Pam per il sud del Libano sono stati organizzati due convogli che oggi si stanno dirigendo - s'informa in una nota del Pam - verso le città di Sidone e Jezzine, dove la popolazione è allo sbando.
Il convoglio di otto camion per Jezzine trasporta 90 tonnellate di farina di grano del Pam, 15 tonnellate di carne in scatola e altri generi di prima necessità come coperte e ripari forniti da Medici senza Frontiere (Msf). Un convoglio di 10 camion per Sidone trasporta 18 tonnellate di cibo e comprende sei camion di generi inviati dall'Unrwa per i rifugiati palestinesi nei campi. Nei convogli ci sono anche medicine e attrezzature per ricoveri d'emergenza di Undp, Unhcr, Unicef e Oms. Altri convogli sono previsti nei prossimi giorni.
Il Pam - si aggiunge nella nota - «sta lavorando il più rapidamente possibile per avere più camion e per trovare gli autisti disposti a viaggiare lungo strade pericolose. Preoccupano anche la scarsa disponibilità di carburante e l'aumento dei prezzi».
Si tratta di raggiungere «donne e bambini che non solo rischiano ogni giorno di essere bombardati e feriti, ma anche di avere sempre meno cibo e acqua a disposizione. Non c'è tempo da perdere, dobbiamo raggiungerli», avverte Amer Daoudi, coordinatore per l'operazione d'emergenza del Pam in Libano.

Il personale che ha viaggiato l'altro ieri nel primo convoglio umanitario delle Nazioni Unite diretto a Tiro - si spiega ancora nella nota - racconta di una lunga serie di villaggi deserti e di piccole città affollate all'inverosimile di sfollati, senza denaro per poter comprare cibo e acqua. Le persone in fuga si sono trovate intrappolate nel traffico diretto a nord.

La città di Tiro era stata oggetto di pesanti bombardamenti con ordigni che sono caduti vicino al convoglio Onu appena giunto a destinazione. «Si sta preparando una catastrofe ancora peggiore, se non aiuteremo presto queste persone», sottolinea Daoudi.

Il Pam prevede di consegnare sino a 12.000 tonnellate di cibo e generi di prima necessità ogni mese e di gestire i camion per conto delle agenzie Onu, le organizzazioni non governative e quelle internazionali. Molti governi si sono impegnati a sostenere il Pam. Tra questi, Spagna, Australia, Belgio, Danimarca, Commissione Europea, Germania, Italia, Svezia, Svizzera e Stati Uniti.
Il conflitto - secondo quanto riporta la nota del Pam - ha creato almeno 800.000 sfollati tra le macerie di infrastrutture e la scarsità di servizi e beni essenziali. Il Pam ha cominciato a distribuire 25 tonnellate di biscotti ad alto contenuto energetico a 95.000 sfollati a Beirut e nei suoi dintorni.
Il Pam - si conclude nella nota - fornirà assistenza, prima di tutto, alle persone bisognose, compresi 95.000 sfollati che hanno trovato riparo nelle scuole e negli edifici pubblici di Beirut, 165.000 persone nella zone più duramente colpite nel sud del Libano e 50.000 delle circa 140.000 persone fuggite in Siria.

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