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Domenica 24 Settembre 2017 | 00:02

Condannato a 30 anni l'assassino di Giusy Potenza

Si è concluso con questa sentenza a Foggia il processo a carico di Giovanni Potenza, il pescatore accusato dell'omicidio della 15enne assassinata a Manfredonia il 12 novembre del 2004. Il giudizio davanti al giudice dell'udienza preliminare di Foggia, Lucia Navazio, con il rito abbreviato. Era il verdetto chiesto dall'accusa (Pm e parte civile)
Manfredonia - Giusy Potenza MANFREDONIA - È stato condannato a 30 anni di reclusione Giovanni Potenza, il pescatore accusato dell'omicidio di Giusy, la 15enne assassinata il 12 novembre del 2004, trovata priva di vita il giorno successivo nelle campagne di Manfredonia a ridosso di una scogliera. Lo ha deciso questo pomeriggio il giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Foggia, Lucia Navazio, al termine del processo celebrato con rito abbreviato.
Il pubblico ministero Vincenzo Maria Bafundi, nella sua requisitoria, aveva chiesto la condanna a 30 anni di reclusione per l'imputato come i legali di parte civile, che hanno ribadito la non completa attendibilità del reo confesso. Giovanni Potenza, secondo quanto da lui riferito, da tempo avrebbe avuto una relazione segreta con Giusy e il giorno del delitto si sarebbero appartati nella sua auto nelle campagne di Manfredonia, dove avrebbero avuto rapporti sessuali e subito dopo una lite.
La quindicenne, secondo il racconto dell'imputato, gli avrebbe chiesto di lasciare moglie e figli ma, in seguito al suo rifiuto, Giusy sarebbe uscita dall'auto cadendo dalla scogliera. Potenza allora l'avrebbe soccorsa e dopo averla riportata vicino all'autovettura avrebbe tentato di rianimarla. Giusy, secondo la ricostruzione, avrebbe continuato a minacciare l'uomo aggiungendo che avrebbe raccontato a tutti della loro relazione sentimentale. Allora l'imputato l'avrebbe colpita al capo con una pietra uccidendola.

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