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Sabato 23 Settembre 2017 | 22:14

Bari - «Sì, comprammo tesi di laurea»

Cinque studenti - laureatisi recentemente alla facoltà di Economia di Bari - interrogati dai Carabinieri hanno ammesso lo scandalo ed hanno consegnato gli elaborati agli investigatori
Università Bari - Economia e commercio BARI - Hanno ammesso di aver comprato a caro prezzo le tesi di laurea e hanno consegnato gli elaborati ai Carabinieri che li hanno interrogati, cinque studenti laureatisi recentemente alla facoltà di Economia di Bari.
È quanto emerge dagli ultimi interrogatori compiuti dai Carabinieri del Reparto operativo di Bari sul presunto giro d'affari (circa 50.000 euro in otto mesi) per la compravendita di esami ad Economia. Le tesi sono state acquisite dai militari durante gli interrogatori degli studenti ritenuti vittime della tangente che sarebbe stata imposta loro da bidelli e da personale amministrativo della facoltà: questi - secondo l'accusa - arrivavano a minacciare i giovani per indurli a pagare per ottenere una promozione facile per determinati esami, oppure per avere una tesi di laurea già pronta.
Sulle tesi di laurea i Carabinieri hanno scoperto anche il meccanismo messo a punto dal personale amministrativo della facoltà. Una volta riscontrato l'interesse del laureando ad acquistare la tesi, uno o più impiegati si impossessavano di vecchie tesi di laurea custodite nell'archivio, le "scannerizzavano", cambiavano quasi sempre soltanto il nome dello studente e quello del docente relatore e consegnavano al laureando l'elaborato, senza neppure modificare il titolo. In cambio ricevevano il compenso pattuito: almeno 3.500 euro.
Sulle cinque tesi che i Carabinieri hanno acquisito dagli studenti e su quelle che saranno prelevate dagli archivi della facoltà saranno svolte indagini comparative per accertare se, così come sembra, le tesi sono state "clonate" oppure se è stata fatta dagli studenti o da loro complici qualche modifica.
Una volta accertato quel che è davvero accaduto, la Procura di Bari potrebbe chiedere alla facoltà di annullare esami di laurea.
Nell'inchiesta, coordinata dal Pm inquirente del Tribunale di Bari Francesca Romana Pirrelli, sono indagati per corruzione anche sei studenti e, a vario titolo, per concorso in concussione o per concorso in corruzione, una decina tra bidelli, funzionari e impiegati amministrativi e due docenti, mentre un altro professore è accusato solo di falso.
Le materie di insegnamento per le quali gli indagati si sarebbero adoperati sarebbero state complessivamente una quindicina, tra cui primeggiano i «difficili» esami di diritto commerciale e di matematica.

Le indagini dei Carabinieri hanno finora accertato che gli esami sarebbero stati venduti a cifre oscillanti tra i 500 euro per quelli più facili, a 2.000-3.000 per i più difficili. In cambio della tangente, il personale amministrativo - secondo l'accusa - raccomandava gli studenti ai professori. Dall'istruttoria finora compiuta è emerso che uno studente ha sborsato 15.000 euro per acquistare un pacchetto di esami che includeva anche la tesi di laurea.

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