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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:41

«Ha massacrato Giusy Condannatelo a 30 anni»

Manfredonia / Questa la richiesta del Pubblico ministero al processo - in sede di udienza abbreviata - a carico di Giovanni Potenza, pescatore di 37 anni reo confesso, cugino del padre della ragazza di 15 anni assassinata a colpi di pietra il 12 novembre 2004 davanti allo stabilimento ex Enichem. La sentenza prevista mercoledì, dopo le arringhe della difesa
Manfredonia - L FOGGIA - È prevista per domani mattina, secondo quanto riferito da fonti legali, la sentenza davanti al giudice per le udienze preliminari del Tribunale di Foggia nell'ambito del processo con rito abbreviato per l'omicidio di Giusy Potenza, la ragazzina di Manfredonia assassinata il 12 novembre del 2004 davanti allo stabilimento ex Enichem. Unico imputato è Giovanni Potenza, cugino del padre della vittima, pescatore di 37 anni reo confesso che fu arrestato un mese e mezzo dopo il delitto.
Stamane sono intervenuti il Pubblico ministero, Vincenzo Maria Bafundi, ed i legali di parte civile Raoul Pellegrini per il padre di Giusy, Carlo Potenza, e Innocenza Storace per la sorella della vittima, Michela.

Il Pm, oltre a soffermarsi con qualche distinguo, sulle ultime due perizie ordinate dal giudice Lucia Navazio, ha ribadito la richiesta di 30 anni di reclusione in base all'efferatezza del delitto. Il viso della ragazza oltre a essere colpito dalla pietra, sarebbe stato schiacciato dallo stesso oggetto, quasi ad infierire.
Fra oggi e domani le arringhe dei due avvocati dell'imputato, Sandro Mondelli e Raffaele Disabato. I legali contestano le ultime perizie effettuate.

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