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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:33

Andria - CC in pensione arrestato per droga

Quando i suoi ex colleghi dell'Arma lo hanno ammanettato nella sua villa - dove con due complici stava "lavorando" alla confezione di dosi di cocaina - ha reagito con la violenza, procurando lievi ferite, e minacciandoli di morte. Durante il viaggio verso il carcere, ha anche danneggiato l'automobile dei militari. Durante il blitz continuava sul luogo la "processione" dei clienti - consumatori: otto di questi sono stati denunciati
Carabinieri ANDRIA - Un ex carabiniere in pensione è stato arrestato ad Andria, per detenzione a fini di spaccio di droga in concorso con il cognato e un rumeno, oltre che per resistenza a pubblico ufficiale. L'ex appartenente all'Arma - Giuseppe Larosa, 54 anni - ha anche minacciato di morte e insultato i carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia che lo hanno arrestato in flagranza nella sua villa di contrada "Zagaria".

Larosa, che ha terminato il servizio nel 1989 perché riformato e collocato in pensione dopo 20 anni, gli ultimi dei quali trascorsi in Toscana, si è opposto al controllo scagliandosi contro gli ex colleghi, cercando di spingerli fuori dalla sua abitazione, procurando a due di essi lesioni lievi.
Le indagini e i controlli sono scattati sin dall'inizio del mese di giugno e hanno portato all'identificazione di numerosi tossicodipendenti provenienti proprio da quella abitazione. Da qui il sospetto che all'interno potessero svolgersi traffici di droga. I carabinieri di Andria hanno così deciso di effettuare un blitz, servendosi dell'ausilio di Finn, cane antidroga del Nucleo cinofili di Bari. Nel garage sottostante è stata scoperta la base operativa degli spacciatori, sorpresi durante le operazioni di taglio della sostanza, grazie ad uno stratagemma. Larosa è stato bloccato assieme al cognato, il 30enne Giuseppe Centrone, ed al rumeno Ghenghe Ambrinus, un clandestino di 37 anni.

Dopo le fasi dell'arresto, nel corso delle quali i carabinieri di Andria hanno sequestrato anche un fucile, una canna di fucile magnum, una pistola calibro 9x21 con le munizioni relative ed una rivoltella giocattolo, Larosa ha danneggiato l'autovettura di servizio che lo stava portando in carcere. A seguito di una perquisizione personale a carico di Centrone, i militari hanno scoperto cinque dosi di cocaina nelle mutande, mentre, nella canna fumaria di una vecchia stufa del garage, il fiuto infallibile di Finn ha rivelato la presenza di circa quaranta grammi di cocaina pura, pronta per essere tagliata ed immessa sul mercato.

Quando i carabinieri hanno fatto irruzione nella villa, i tre stavano confezionando la droga per lo spaccio e fornendo un "assaggio" ad un giovane acquirente di Canosa che è stato segnalato al Prefetto di Bari. Il blitz non ha interrotto lo sciamare degli acquirenti verso la villa: infatti, mentre i carabinieri portavano a termine gli arresti, alcuni consumatori provenienti dai paesi vicini, ignari dell'identità dei militari in abiti borghesi, hanno addirittura chiesto agli stessi carabinieri di poter comprare la droga. Otto di essi sono stati poi denunciati per favoreggiamento, in quanto si sono rifiutati di testimoniare.

Indagini sono in corso per fare luce completa sulla vita di Larosa che, dopo il congedo, aveva svolto l'attività di investigatore privato per un breve periodo. La licenza gli era stata in seguito revocata dal Prefetto. I tre arrestati sono stati condotti in carcere, su ordine della Procura della Repubblica di Trani.

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