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Sabato 23 Settembre 2017 | 18:41

Check-up sugli abitanti di Carlantino

Da lunedì 24 luglio e fino al 20 agosto nuove visite di controllo - a cura di 4 medici della cattedra di Genetica di Trieste - per identificare i fattori ambientali e genetici di diverse patologie
Carlantino FOGGIA - Dopo prima fase della ricerca genetica condotta sulla popolazione, con la pubblicazione dei primi risultati dell'indagine, riparte «Progetto Carlantino», lo screening sugli abitanti del piccolo centro preappenninico, in provincia di Foggia, per identificare i fattori ambientali e genetici di diverse patologie. Da lunedì 24 luglio e fino al 20 agosto, infatti, i cittadini si sottoporranno a nuove visite ed esami che saranno effettuati da quattro medici della cattedra di genetica di Trieste: Uros Hladnik, Flavio Falestra, Antonella Faretto e Sara Bertok. Si inizierà con l'indagine sull'osteoporosi che sarà svolta con la più innovativa tecnologia di densitometria ossea (Dexa), per poi proseguire con nuovi esami del sangue (emocromo) e ulteriori visite audiologiche (test dell'udito).
Il 16 giugno scorso, nel corso del convegno «Progetto Carlantino - A che punto siamo», i ricercatori hanno illustrato i risultati sin qui raggiunti dalla ricerca che è ancora a metà strada. Il risultato più importante è stato quello di constatare una minore presenza di piastrine nel sangue riscontrata negli abitanti di Carlantino, patologia che ha sicuramente una causa genetica. Altro dato importante è quello relativo alla riduzione della massa ossea, che con l'avanzare dell'età diventa osteoporosi.
La percentuale a Carlantino è del 43 cento, molto alta se confrontata con la media nazionale del 13 per cento. I risultati sono stati diffusi e commentati da Paolo Gasparini, professore e ricercatore della Seconda Università degli Studi di Napoli, che sta elaborando e gestendo il progetto.
Nel 2004, tra il Comune di Carlantino e l'Università di Napoli è stato stipulato un protocollo d'intesa. Il Comune si è impegnato a mettere a disposizione, gratuitamente, locali idonei per la conduzione della ricerca ed ad intervenire per la soluzione di problemi logistici. Tutte le attrezzature e il materiale necessario, invece, è stato messo a disposizione dai medici e ricercatori partecipanti al progetto e coordinati dallo stesso Gasparini, Ma anche il direttore generale dell'Asl Fg 3, Attilio Manfrini, si è detto interessato all'iniziativa.

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