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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:51

Bari - «Poliziotto uccise per gelosia»

Chiesto il giudizio - per omicidio premeditato - per l'ispettore Nicola Pellegrino, 45 anni, originario di Altamura. Avrebbe ucciso un assicuratore - Antonio Mazzoccoli, 46 anni - sulla strada fra Matera e Gravina nel 2002
Polizia BARI - Con l'accusa di omicidio premeditato la Procura di Bari ha chiesto il rinvio a giudizio per l'ispettore di Polizia Nicola Pellegrino, di 45 anni, originario di Altamura (Bari), ritenuto autore del delitto (compiuto con sei colpi di pistola) del suo rivale in amore, Antonio Mazzoccoli, di 46 anni. L'omicidio fu compiuto il 20 giugno 2002 sulla strada che collega Matera a Gravina in Puglia (Bari).
La richiesta di rinvio a giudizio è firmata dal Pm inquirente Roberto Rossi, che nell'ottobre 2005 ottenne dal giudice per le indagini preliminari Giuseppe De Benedictis l'arresto di Pellegrino, tuttora detenuto.
Sulla richiesta di processo dovrà decidere nell'ottobre prossimo il giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Bari Antonio Lo vecchio, che stamattina ha incontrato i difensori dell'imputato, avvocati Carlo Taormina e Guglielmo Starace.
Durante le indagini le Squadre mobili di Bari e Matera hanno raccolto una serie di indizi che hanno consentito di smontare una serie di alibi che - secondo l'accusa - Pellegrino aveva costruito ad arte per evitare di essere arrestato.
Pellegrino, all'epoca dell'omicidio, era in servizio a Matera ma poi, sottoposto ad indagini, venne trasferito alla Questura di Roma. Secondo l'accusa, Mazzoccoli fu ucciso da Pellegrino perché aveva avviato una relazione sentimentale ed era andato a convivere con la donna del suo presunto assassino. Da qui sarebbero nati la gelosia e il desiderio di vendetta dell'ispettore di Polizia che - secondo le indagini - tese un'imboscata al suo rivale.
Secondo la ricostruzione accusatoria Pellegrino, sotto falso nome, il giorno del delitto, diede un appuntamento di lavoro a Mazzoccoli, che lavorava in campo assicurativo. Il poliziotto - sempre secondo le indagini - non si presentò all'appuntamento ma si appostò in una strada isolata alla periferia di Gravina in Puglia dalla quale doveva necessariamente transitare Mazzoccoli: appena Pellegrino vide arrivare l'Opel Astra station wagon di Mazzoccoli, la accostò con la sua vettura e sparò in corsa sei colpi di pistola, uccidendo il rivale. L'arma utilizzata fu una pistola parabellum calibro 9 in dotazione alle forze dell'ordine.
Prima di compiere il delitto - sempre secondo l'accusa - Pellegrino si costruì una serie di alibi per evitare che l'attenzione degli investigatori si soffermasse sulla sua persona. La pistola utilizzata per il delitto - secondo la Procura - fu sottratta dall'ispettore ad un suo collega; nel momento del delitto, inoltre, il bancomat dell'ispettore fu utilizzato per pagare acquisti fatti in un ipermercato di Casamassima (Bari), zona in cui fu utilizzato anche il telefono cellulare del poliziotto, come risulta dalle registrazioni delle "celle" dei ripetitori telefonici che trasmisero il segnale.
Tutte queste circostanze furono sottoposte all'attenzione degli investigatori dallo stesso Pellegrino che, in un primo momento, fece credere ai suoi colleghi che lo interrogavano di avere alibi di ferro. Solo una serie di accertamenti tecnici compiuti successivamente hanno permesso di accertare - secondo la Polizia - che la tessera bancomat e il telefono di Pellegrino furono usati da un'altra persona. Nell'inchiesta tre persone sono accusate di false dichiarazioni al pubblico ministero.

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