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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:40

Incontro Acli - Regione Puglia

I presidenti nazionale e regionale e la responsabile del coordinamento donne pugliese ricevuti dal "governatore" Nichi Vendola. L'Associazione lavoratori vuole intensificare l'attività al Sud
Nichi Vendola, presidente regione Puglia BARI - Il tema dell'associazionismo è stato al centro di un incontro tra il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, e una delegazione delle Acli composta dal presidente nazionale, Andrea Olivero, dal presidente regionale, Giuseppe Ardito, e dalla responsabile regionale del coordinamento donne, Stefania Cardo.
All' incontro, che si è tenuto nella sede della presidenza della giunta regionale, erano presenti l'assessore alla Cittadinanza attiva, Guglielmo Minervini, e l'ex assessore provinciale alla Solidarietà sociale, Nicola Occhiofino.
Le Acli (Associazioni cristiane dei lavoratori italiani), è stato detto, contano 7100 circoli sul territorio nazionale, 900.000 soci di sistema (comprese le associazioni collegate) in Italia e 70.000 in Puglia, con una presenza in 16 Paesi stranieri.

«Vogliamo intensificare in Puglia la nostra azione - ha detto Olivero - e aumentare la capacità dei nostri dirigenti di leggere il territorio e fare proposte. Con questo incontro abbiamo inaugurato un percorso. In questa prospettiva abbiamo deciso di svolgere a Bari a dicembre la nostra conferenza organizzativa e programmatica».
Olivero ha poi sottolineato che «la Puglia è un laboratorio importantissimo per l'associazionismo e per la costruzione di un modello di welfare partecipato. Le istituzioni pubbliche e la rete del terzo settore - ha detto ancora - possono contribuire ad affrontare i problemi con concretezza».

Vendola ha ricordato che «è stato varato un disegno di legge regionale sullo sport per tutti che è nato grazie ad assemblee popolari e gli operatori hanno predisposto i vari emendamenti prima dell'approvazione finale». «Abbiamo convocato - ha detto ancora - un'assemblea del mondo del volontariato per creare un canale di comunicazione continuo e abbiamo una legge sulle politiche sociali che è innovativa perché vuole incidere sull'offerta e sulla domanda. Immaginiamo che la richiesta non sia solo di assistenza ma di cittadinanza».
Secondo Vendola, però, «alla massima partecipazione, alle forme di cittadinanza si frappone un'idea malata e burocratica di concertazione che per molti attori è vissuta come un allargamento cooptativo della platea dei decisori politici». «Non tutte le forze del sociale - ha proseguito - sono benigne, ma ci sono organizzazioni ramificate di interessi corporativi e lobbistici. Il nostro obiettivo è superare questi ostacoli, contrastare questi interessi: il bene comune non è la somma di interessi particolari».

Minervini, infine, ha sottolineato che «tra Acli e Regione esiste una comune tensione al cambiamento. La nostra attenzione va agli orizzonti che si aprono di fronte a noi e all'obiettivo di un rapporto di governance condiviso». «Abbiamo preferito non gestire l'esistente - ha concluso - ma sperimentare, vivere sulla nostra pelle la difficoltà di cercare risposte per il territorio, accettare le sfide che si presentano».

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