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Lunedì 25 Settembre 2017 | 09:47

Agricoltore ucciso a Manfredonia

Aveva 63 anni ed era cugino di secondo grado del nonno di Giusy Potenza, la ragazza di 15 anni uccisa nella stessa città nel 2004. L'assassino gli ha sparato nel suo garage
Polizia FOGGIA - Potrebbe essere legato ad una vicenda personale il movente dell'omicidio di Antonio Rignanese, l'uomo di 63 anni ucciso questa mattina a Manfredonia, ma al momento gli investigatori non escludono nessuna pista. La vittima, un agricoltore sposato e con cinque figli, è stato ucciso all'interno del suo garage in via Cimaglia numero sette, al rione Monticchio. Il killer, secondo la prima ricostruzione avrebbe sparato, due colpi di pistola calibro 7,65: uno è andato a vuoto infrangendosi contro il vetro di un'auto che si trovava nel garage, mentre l'altro lo ha raggiunto in pieno volto, uccidendolo.
Questa mattina, poco dopo le 5, Rignanese stava entrando nell'auto di uno dei suoi figli, una Ford Focus Station Wagon di colore blu, per recarsi nella sua azienda agricola, come faceva ogni mattina: era appena salito sulla vettura quando ha sentito dei rumori: uscito dal mezzo si sarebbe trovato di fronte l'assassino che gli ha sparato i due colpi di pistola.
A trovare il corpo, uno dei figli preoccupato del ritardo del padre.
La vittima è cugino di secondo grado di Matteo Rignanese, il nonno di Giusy Potenza, la ragazza di 15 anni uccisa il 12 novembre del 2004 e il cui corpo venne rinvenuto il giorno successivo nelle campagne del centro sipontino a ridosso di una scogliera. Molte coincidenze legano la vittima con il nonno della quindicenne: oltre all'età, l'uomo condivideva con il lontano cugino anche il soprannone «Rafanil».
Si tratta comunque solo di coincidenze, poiché gli investigatori escludono che l'omicidio possa essere collegato con la tragica vicenda di Giusy e dei suoi stretti familiari.
Questa mattina sul luogo dell'omicidio gli agenti di Polizia del commissariato di Manfredonia che stanno indagando sul terzo omicidio in Capitanata dall'inizio dell'anno e il sostituto procuratore, Ludovico Vaccaro, titolare dell'inchiesta. Una decina sono state le perquisizioni eseguite dagli agenti del commissariato di Manfredonia che hanno anche effettuato anche due stub, l'esame che serve per verificare la presenza di particelle di polvere da sparo su indumenti e corpo. La Polizia sta passando al setaccio la vita privata della vittima anche per capire se ci siano stati in passato screzi o dissidi con altre persone, litigi che possano dare una pista per un omicidio che, per il momento, rimane assolutamente inspiegabile.

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