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Martedì 19 Settembre 2017 | 19:20

La Camera: no all'arresto di Fitto

La Giunta per le autorizzazioni a procedere ha respinto la richiesta dei magistrati baresi. L'ex governatore di Puglia chiederà comunque di concedere l'autorizzazione
ROMA - La Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera ha respinto la richiesta dei magistrati baresi di arrestare l'ex presidente della regione Puglia Raffaele Fitto coinvolto in alcune inchieste su sanità e appalti. La decisione in Giunta è stata presa all'unanimità.

FITTO, GRAZIE A GIUNTA MA MIA DECISIONE IRREVOCABILE
«Ribadisco la irrevocabilità della mia decisione»: l'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, parlamentare di Forza Italia, ringrazia la giunta per le autorizzazioni a procedere che oggi, all'unanimità, ha respinto la richiesta di arresto presentata dalla magistratura barese, ma ribadisce che chiederà all'assemblea di concedere l'autorizzazione.

Questa mattina alle 9, prima dell'inizio della riunione della Giunta per le autorizzazioni a procedere, Raffaele Fitto aveva consegnato personalmente al presidente Carlo Giovanardi una lettera nella quale chiedeva che venga concessa l'autorizzazione a procedere nei suoi confronti come chiesto dalla Procura di Bari nell'ambito dell'inchiesta su un appalto nel settore della sanità in Puglia quando era presidente della Giunta regionale.
Dopo aver ricordato le argomentazioni, già epresse nelle due precedenti riunioni della giunta della Camera, «sull'infondatezza delle accuse che mi vengono mosse in riferimento alla richiesta di misura cautelare inviata in data 20 giugno scorso alla Camera dei Deputati dalla Procura della Repubblica di Bari» Fitto rileva di voler «chiarire di essere un profondo sostenitore della necessità che le prerogative costituzionali inerenti lo status del parlamentare, delle quali peraltro mi sono avvalso fino ad ora, vadano difese e se possibile rafforzate». «In secondo luogo - scrive ancora Fitto a Giovanardi - vorrei rivolgere a Lei ed ai Colleghi Componenti della Giunta, un sentito ringraziamento per la correttezza e disponibilità dimostrate fino a questo momento. Ho riflettuto molto da 20 giugno ad oggi, ho avuto modo di leggere decine di volte l'ordinanza con la documentazione allegata notificatami e - conclude Fitto - sono convinto che nulla autorizzi a dubitare della mia onestà e correttezza. Dopo una analisi lunga, sofferta e travagliata, ho, dunque assunto una decisione non revocabile. Chiedo che la Giunta conceda l'autorizzazione all'esecuzione della misura cautelare personale nei miei confronti. Spiegherò in aula, mi auguro in tempi brevissimi, le ragioni che mi hanno spinto a tale scelta».

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