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Giovedì 21 Settembre 2017 | 21:41

Puglia in sofferenza economica

Entrate insufficienti, debiti accumulati, un quadro dove «desta preoccupazione il difficile equilibrio della spesa sanitaria». Dati della Relazione sull'esercizio 2005
BARI - «I pugliesi devono sapere che la loro Regione ha entrate insufficienti, spese che sono agli ultimi posti della graduatoria nazionale ed un peso in più rispetto alle altre Regioni provocato dai debiti degli anni passati». E in questo quadro «desta particolare preoccupazione il difficile equilibrio della spesa sanitaria». Lo afferma l'assessore al bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro, nella relazione che accompagna il rendiconto relativo all' esercizio 2005, momento di raccordo tra le ultime due legislature regionali e strettamente legato al disegno di legge di seconda variazione al bilancio di previsione per l' esercizio finanziario 2006: entrambi i provvedimenti sono all' ordine del giorno dei lavori del consiglio regionale in corso a Bari.
Da Saponaro viene anche un accorato invito al sistema politico e anche a quello amministrativo pugliese «ad una maggiore assunzione di responsabilità per migliorare l'efficienza e l'efficacia della spesa regionale». E quindi un invito ad una «nuova dimensione dell' etica pubblica»: «Dobbiamo insieme spezzare una spirale che ha visto il sistema politico - afferma Saponaro - promettere più di quello che era in grado di mantenere, per poi non realizzare in tempi decorosi nemmeno gli impegni che potevano essere onorati».
La finanza pubblica regionale si presenta molto condizionata da vincoli e limiti innanzitutto quantitativi: basta pensare, ad esempio, che il totale delle entrate ordinarie accertate per il 2005 che ammontano a 6.383.028.321 (somma che comprende euro 1.583.474.063 del cosiddetto fondo perequativo dlgs 56/2000) insieme con gli avanzi di amministrazione e i trasferimenti vincolati dallo Stato e dalla Unione Europea quasi coincide con il fabbisogno di spesa del sistema sanitario pugliese «che pure si presenta sotto dotato in termini di servizi e risorse umane rispetto ad altre regioni».
La situazione delle entrate condiziona la potenzialità della spesa ordinaria e la sua composizione: «Non a caso - spiega Saponaro - una comparazione riferita al 2004 evidenzia che la spesa regionale pro capite è in Puglia di circa 2000 euro a fronte di una media nazionale di 2.900 euro e si colloca agli ultimi posti della graduatoria nazionale». Ed anche la composizione della spesa risulta squilibrata: prevale la spesa sanitaria (circa il 70%) a fronte di un totale di risorse destinate a tutti gli altri settori che oscilla intorno al 20%. E quest' ultimo dato è poi aggravato «dal peso significativo degli interessi riferiti ai debiti degli anni passati (circa 200 milioni di euro l' anno) che sottraggono risorse alla erogazione di servizi e al finanziamento di investimenti».
Dal rendiconto emerge anche che il deficit annuale complessivo delle Aziende sanitarie è di circa 327 milioni di euro. E i nuovi direttori generali dovranno quindi, secondo Saponaro, intervenire «quotidianamente su tutte le voci di spesa non direttamente finalizzate alla qualità del servizio e su tutti i costi».
Per le altre aziende pubbliche e società controllate, Saponaro segnala la criticità della Finpuglia e dell' Acquedotto Pugliese. I segni positivi solo testimoniati invece dal record dell' avanzo di amministrazione (1.869.559.253) che permetterà di migliorare alcuni livelli di spesa in maggiore sofferenza nel 2006. Tra i segni negativi c'è sicuramente invece la lentezza dell' andamento della spesa per investimenti. Anche se la giunta in carica può, secondo Saponaro, vantare un risultato «nettamente migliore del passato» rispetto ai finanziamenti europei: la spesa 2005 per i Por è infatti passata a 839 milioni contro la media annuale di 363 milioni per il periodo 200-2004, mentre nel corso del 2005 sono stati assunti impegni che hanno prodotto una riduzione di residui di stanziamenti provenienti dal 2003 e dal 2004 per un ammontare complessivo di euro 1.136.804.649. Con il disegno di legge di variazione che prevede appunto un avanzo di amministrazione di fine esercizio 2005 pari a 1.869,559 milioni di euro, vengono previste variazioni degli stanziamenti pari a complessivi 118,81 milioni di euro. Si tratta prevalentemente di variazioni in aumento: per il personale di comparto e dirigenziale della Regione (per 16,00 milioni di euro), per una erogazione straordinaria ai Consorzi di bonifica per 21,00 milioni di euro e per una parziale copertura dei disavanzi sanitari per 48,00 milioni di euro.

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