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Martedì 19 Settembre 2017 | 22:52

Biotecnologie, 50 aziende pugliesi le sperimentano

Sono tutte dell'agroalimentare e useranno il progetto Agribit (per il trasferimento di innovazioni biotecnologiche) per applicare le scoperte dei ricercatori alle produzioni
BARI - Sono 50 le aziende pugliesi dell'agroalimentare che sperimenteranno i risultati delle biotecnologie selezionate nell'ambito del progetto Agribit, Trasferimento di innovazioni biotecnologiche al sistema agroalimentare pugliese, avviato circa un anno fa dalla CNA Puglia con CNR ISPA e Università di Bari. Un dato importante per le produzioni di qualità nel lattiero caseario, come nell'oleario e nell'ortofrutta che è emerso nell'incontro conclusivo con alcune delle aziende, «Le biotecnologie a tavola» che si è svolto ieri pomeriggio a Bari. «Far incontrare l'impresa con la ricerca - ha detto Pasquale Ribezzo, segretario regionale CNA Puglia - è l'obiettivo del progetto. Il ruolo della CNA in questo ambito è proprio quello di unire ricerca, innovazione e le imprese in una terra come la Puglia - ha aggiunto il segretario generale CNA - dove il sistema imprenditoriale è parcellizzato e occorre puntare ad un linguaggio comune per far incontrare la ricerca e le biotecnologie con le aziende».
«Quello che abbiamo voluto realizzare - ha spiegato Paola Lavermicocca (CNR ISPA) - è anche una serie di prodotti che abbiano gli stessi vantaggi nutrizionali di quelli a base di latte come gli ortaggi tipici. Abbiamo svolto ricerche su olive e carciofi ottenendo non solo un prodotto innovativo nel carciofino probiotico, ma abbiamo messo a punto anche una metodologia di realizzazione dei prodotti che danno dei vantaggi anche all'azienda in quanto la qualità organolettica del prodotto è notevolmente superiore». Nel corso dell'incontro a sono state illustrate dai ricercatori le applicazioni delle biotecnologie sui prodotti agroalimentari ed in particolare l'impiego di microrganismi probiotici su carciofi e prodotti vegetali, formaggi, l'uso di starter autoctoni (vino, formaggi, prodotti da forno, salumi), metodi per prevenire l'alterazione del pane, l'uso di calorimetro e del naso elettronico per la caratterizzazione olio d'oliva extra-vergine e i metodi di analisi per la determinazione dell'ocratossina nei cereali e nel vino. Presenti oltre a, Pasquale Ribezzo segretario generale CNA Puglia, anche Angelo Visconti - CNR-ISPA, responsabile progetto, Paola Lavermicocca CNR Ispa e Sebastiano Vanadia, CNR- ISPA, Marco Gobetti, Maria De Angeli, Università degli studi di Bari, Giuseppe Salvetti, ICF CNR Pisa, e Vincenzo Zezza, IPI Roma.

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