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Lunedì 25 Settembre 2017 | 11:53

Fallimento Cedi Puglia: altre indagini

Nuovi sviluppi nell'ambito delle indagini sul fallimento del gruppo pugliese di distribuzione: arrestato docente universitario, Antonio De Feo, e indagato l'ex governatore Fitto
BARI - C'è un docente dell'Università di Bari tra gli arrestati oggi nell'operazione della guardia di finanza condotta nell'ambito delle indagini sul fallimento negli anni scorsi di un gruppo pugliese di distribuzione commerciale. L'ex presidente della Regione Puglia Raffaele Fitto, oggi deputato di Fi, è indagato.
Il docente arrestato è Antonio De Feo, docente di diritto del lavoro. E' stato posto agli arresti domiciliari perchè fu uno dei tre commissari straordinari della società Cedis srl, controllata indirettamente, secondo gli investigatori, da Cedi Puglia. Con lui sono stati arrestati gli altri due commissari straordinari e il consulente contabile delle procedure di amministrazione controllata.

Nell'indagine figurano anche cinque persone indagate per le cessioni, nel 2001, dei supermercati gestiti Cedis Puglia ad altre due società: tra gli indagati, «un alto politico pugliese», è stato detto in un incontro con i giornalisti tenuto nella sede della guardia di finanza dai pm inquirenti: Roberto Rossi, Lorenzo Nicastro, Renato Nitti e il procuratore aggiunto Marco Dinapoli.
Tra dipendenti diretti, lavoratori dell'indotto e di altre cooperative, la Cedi Puglia - dichiarata fallita il 3 maggio 2004 dal Tribunale di Bari - dava lavoro a circa 1.600 persone e aveva un fatturato annuo di mille miliardi di lire. Nel giro di pochi mesi - secondo l'accusa - Cedi Puglia passò da una situazione di almeno apparente floridità patrimoniale ad un gravissimo dissesto patrimoniale che provocò anche una profonda crisi finanziaria. Per il fallimento della Cedi Puglia, poco più di un anno fa, nel febbraio 2005 furono arrestate altre sette persone, tra le quali i top manager di Conad.

Le indiscrezioni secondo le quali il politico indagato è Fitto sono state confermate dallo stesso esponente di Fi, il quale in una dichiarazione ha reso noto di aver ricevuto oggi un altro avviso di garanzia per i reati di turbativa d'asta e di «concorso in interesse privato del commissario straordinario negli atti di amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza».

FITTO, SONO INDAGATO MA NON SO ALTRO
«Questa mattina mi è stato notificato un altro avviso di garanzia per i reati previsti dagli articoli 353 e 228 del codice penale, ossia, come ho avuto modo di sapere dai miei avvocati, concorso in turbativa d'asta e concorso in interesse privato del commissario straordinario negli atti di amministrazione delle grandi imprese in stato di insolvenza. Ma dall'atto notificatomi non si comprende nè nell'ambito di quale inchiesta, nè in concorso con chi avrei commesso tali reati. Al momento so solo di essere indagato». Lo afferma il deputato di Fi Raffaele Fitto, ex presidente della Regione Puglia, che - a quanto si è saputo oggi - è indagato nell'ambito delle indagini sul fallimento negli anni scorsi di un gruppo pugliese di distribuzione commerciale.
Per Fitto, gli stessi magistrati della procura di Bari che indagano sulla questione del fallimento del gruppo di distribuzione - Marco Dinapoli, Roberto Rossi, Renato Nitti e Lorenzo Nicastro - hanno chiesto alla Camera dei deputati l'autorizzazione all'arresto nell'ambito di un'inchiesta su sanità e appalti a Bari: ieri, per questo, Fitto è stato ascoltato dalla Giunta per le autorizzazioni a procedere, chiedendo che venissero posto il segreto sulle sue dichiarazioni. Sulla richiesta di arresto, la giunta dovrà decidere la prossima settimana: l'orientamento emerso sarebbe di respingere la richiesta.

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