Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 20:57

Ue bacchetta l'Italia per discariche Manfredonia

Malgrado una sentenza della Corte di giustizia europea del 2004 le discariche di rifiuti dell'ex-Enichem e due di rifiuti solidi urbani non sarebbero state bonificate
BRUXELLES - L'Italia è finita nel mirino di Bruxelles «per ripetute violazioni alla normativa ambientale» che vanno dall'inadeguatezza della gestione dei rischi per i rifiuti, a carenze in caso di valutazioni di impatto ambientale.
La Commissione europea ha infatti deciso di portare l'Italia sul banco degli imputati alla Corte di giustizia europea sia per la legge sulla discarica dei rifiuti che «non ritiene conforme alla direttiva europea, sia per la stessa definizione di "rifiuto" dato dall'Italia che considera troppo restrittiva».
Non solo. Bruxelles ha inviato un secondo avvertimento ufficiale all'Italia per la situazione delle discariche in prossimità di Manfredonia, ma anche per non aver preso in considerazione l'eventuale necessità di una valutazione di impatto ambientale in due tratti stradali a scorrimento veloce a nord di Milano. In quest'ultimo caso, si tratta - spiegano esperti della Commissione Ue - del progetto "Gronda Nord" per le sezioni tra la vie Enrico Fermi e Graziano Imperatore e tra via Eritrea e via Bovisasca. In questi due ultimi casi i tempi per conformarsi sono molto limitati. Il commissario europeo all'ambiente Stavros Dimas, si augura infatti che «l'Italia intervenga rapidamente per risolvere i problemi riscontati».
- LEGGE SULLE DISCARICHE - La direttiva europea, che risale al 1999, definisce le discariche esistenti come quelle in attività il 16 luglio 2001 o prima di questa data, la legislazione italiana sposta questo termine al 27 marzo 2003 con la conseguenza che le discariche italiane autorizzate tra queste due date non sono state obbligate a rispettare le norme più rigorose, come avrebbe dovuto essere. Al contrario, dice Bruxelles, queste avranno tempo fino al luglio 2009 per rispettare le disposizioni previste. Per la Commissione Ue quindi il fatto di assimilare le discariche nuove a quelle esistenti costituisce una violazione della direttiva Ue. Per l'Italia è la Commissione stessa che non ha adottato a tempo debito una decisione sui criteri di ammissione da applicare ad ogni categoria di rifiuti per la discarica.
- DISCARICHE DI MANFREDONIA - Bruxelles ha inviato all'Italia un parere motivato (ultima tappa della procedura di infrazione) per non aver rispettato la sentenza della Corte di giustizia europea del novembre 2004 sulle diverse discariche di rifiuti situate sull'ex sito dell'Enichem e su due discariche di rifiuti solidi urbani. Tutti i siti si trovano in prossimità di Manfredonia, in Puglia. La Corte Ue ha già ritenuto che lo stato delle discariche costituisse una violazione della direttiva europea e le autorità italiane ne hanno riconosciuto il rischio, ma secondo Bruxelles le operazioni di bonifica non sono ancora iniziate. Se la risposta dell'Italia non dovesse essere soddisfacente, la Commissione potrebbe deferire nuovamente il caso alla Corte Ue e chiederle di imporre una sanzione pecuniaria.
- DEFINIZIONE DI RIFIUTO - L'Italia è invece sul banco degli imputati dinanzi alla Corte di giustizia europea a causa della definizione restrittiva di «rifiuto» introdotta da una legge del dicembre 2004 la quale stabilisce che alcuni tipi di rifiuti non sono più considerati tali in Italia, pur rientrando nella definizione di «rifiuto» per la direttiva Ue: ad esempio rottami metallici, rifiuti dell'industria siderurgica e metallurgica e combustibili ottenuti a partire dai rifiuti. Lo scorso aprile l'Italia ha riconfermato con decreto la legge.
- VALUTAZIONE IMPATTO AMBIENTALE - Anche in questo caso la Commissione è in procinto di inviare all'Italia un parere motivato per non avere preso in considerazione l'eventuale necessità di procedere ad una valutazione d'impatto ambientale per la costruzione di due nuovi tratti stradali a nord di Milano. In risposta alle prime diffide (risalgono al 2004 e 2005) le autorità italiane si sono dichiarate pronte a intervenire ma per Bruxelles nulla risulta essere stato fatto.
Patrizia Lenzarini

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione