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Giovedì 21 Settembre 2017 | 18:05

«Fame e guerra, aiutate la Palestina»

L'ambasciatore della Palestina in Italia, Sabri Ateyeh, ha incontrato l'arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci
BARI - La Palestina vive «una situazione drammatica e difficile e ha bisogno dell'attenzione di tutti gli amanti della pace e della giustizia per fermare la prepotenza militare israeliana, ripristinare il tavolo delle trattative ed applicare gli accordi già presi». Lo ha sottolineato l'ambasciatore della Palestina in Italia, Sabri Ateyeh, da ieri a Bari per incontrare i rappresentanti delle istituzioni civili e religiose.
«Da quando sono in Italia - ha detto l'ambasciatore stamane al termine di un colloquio privato con l'arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, monsignor Francesco Cacucci - sto incontrando i rappresentanti di istituzioni, enti, associazioni, insieme alle comunità palestinesi, per ringraziarli della loro posizione di solidarietà nei confronti del popolo palestinese e per studiare forme di collaborazione futura insieme a tutti i paesi del Mediterraneo. Il popolo palestinese - ha aggiunto - vive una situazione di distruzione programmata che non porta certo a nessuna pace e in più, a causa dell'embargo deciso dal mondo, la gente in Palestina soffre la fame nel vero senso della parola: è una punizione collettiva».
«Nonostante questo - ha sottolineato - noi crediamo in una pace giusta e completa in una zona che comprende due Stati, Israele e la Palestina; il riconoscimento delle organizzazioni dei due Paesi andava in questa direzione, ma una parte del governo di Israele non vuole la pace e continua a colonizzare e a rubare territori e a vivere con il muro dell'apartheid che distrugge la terra e gli uomini di Palestina».
«Il ruolo che la Chiesa cattolica può giocare - ha concluso l'ambasciatore - è di grande importanza nella mediazione della pace perchè la pace è nel potere educativo della Chiesa verso i cristiani e i non cristiani».

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