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Venerdì 22 Settembre 2017 | 20:54

Rifiuti - Nel Foggiano 9 arrestati

Nel mirino dei Carabinieri e della Procura della Repubblica le attività della "Ecofertil" di Orta Nova. L'accusa è di aver riversato nei campi agricoli rifiuti destinati ad essere concime
Carabinieri FOGGIA - Ricevevano rifiuti da gran parte dell'Italia e invece che destinarli al compostaggio per essere trasformati in concime venivano riversati in campi agricoli, molti dei quali anche coltivati. Nove le persone arrestate all'alba di questa mattina nel corso di un'operazione, denominata «Rabbits», portata a termine dai carabinieri del Noe, il nucleo Ecologico di Bari, i militari della Compagnia di Foggia e dal personale della Polizia Provinciale.

Si tratta di Vincenzo Bitetto, di 50 anni, Nicola Mennella di 56, Michele Rizzi di 23 e Andrea Gaeta di 34 anni. Hanno ottenuto gli arresti domiciliari, invece, Massimo Prisco e Giuseppe Mauriello di 33 anni, Giovanni Abbatista di 48, Giuseppe Marchionni di 63 e Gerio Ciaffa di 34 anni.

Per loro le accuse sono di gestione illecita di rifiuti, realizzazione e gestione di discariche non autorizzate, falsificazione dei formulari di trasporto, dei certificati di analisi e di altra documentazione relativa al trattamento dei rifiuti e anche di traffico illecito di rifiuti. Le ordinanze di custodia cautelare sono state emesse dal giudice Rita Pasqualina Curci su richiesta dei sostituti procuratori Mara Flaiani e Anna Landi.

Secondo quanto emerso dalle indagini, fulcro delle attività era la Ecofertil, una società a responsabilità limitata di Orta Nova, ufficialmente destinata alla produzione di compost, cioè concimi organici.
L'azienda riceveva rifiuti da impianti da tutta Italia che per tipologia e provenienza non potevano essere avviati al compostaggio, poiché con caratteristiche difformi da quelle previste dalla normativa o perché pericolosi.
Così tutto il materiale invece di essere avviato al regolare procedimento di compostaggio veniva riversato su alcuni terreni agricoli, alcuni dei quali anche coltivati a grano, pomodori e altri ortaggi con gravissimo pericolo anche per la salute pubblica. Il tutto grazie alla collaborazione di persone compiacenti tra cui un chimico che aveva il compito di falsificare le analisi dei rifiuti. L'azienda era stata già sottoposta a sequestro da parte dei Carabinieri nel maggio del 2005.
Un'attività fruttuosa poiché come emerso nel corso dell'inchiesta la Ecofertil nel 2004 avrebbe ricevuto 130mila tonnellate di rifiuti per un giro d'affari di 4 milioni di euro, mentre nei primi mesi del 2005 aveva ricevuto 40mila tonnellate di rifiuti per un ricavo di un milione 300mila euro.
In tutto sono 24 le persone indagate nell'inchiesta, che non è ancora conclusa.

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