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Martedì 26 Settembre 2017 | 14:59

Puglia - Giovanardi "assolve" Fitto

Nel corso della prima seduta, il presidente della giunta della Camera per le autorizzazioni a procedere ha definito insussistenti le motivazioni con le quali la Procura di Bari ha chiesto i "domiciliari" per l'ex presidente della Regione
Ministro Giovanardi ROMA - «Dalla lettura degli atti appare l'insussistenza dei motivi della richiesta di arresto». Lo ha affermato Carlo Giovanardi, presidente della Giunta delle Autorizzazioni della Camera, che questa mattina ha iniziato l'esame della richiesta di autorizzazione a procedere agli arresti domiciliari nei confronti dell'ex governatore della Puglia Raffaele Fitto, accusato di falso in atto pubblico, corruzione e violazione delle norme sul finanziamento dei partiti, nell'ambito di un procedimento su presunte tangenti versate per appalti nella sanità.

«Sulla base delle stesse cose dette dai magistrati - ha spiegato ancora Giovanardi, relatore del caso - non ci sono motivi per dire sì alla richiesta di arresti domiciliari. I magistrati infatti affermano che non c'è pericolo di fuga, che non c'è possibilità di inquinamento delle prove. Parlando della personalità degli indagati, affermano che se non vengono messi agli arresti domiciliari possono commettere reati dello stesso tipo con altri pubblici amministratori. Fitto però non è più governatore della Puglia, né pubblico amministratore, quindi non vedo come possa commettere reati dello stesso tipo. Dalla lettura degli atti appare perciò l'insussistenza dei motivi della richiesta di arresto».
Raffaele Fitto Nella seduta di questa mattina la Giunta ha ascoltato anche Fitto, che tuttavia per ora preferisce non rilasciare dichiarazioni. L'esame del caso proseguirà nella prossima settimana, quando sarà presente nuovamente l'ex governatore della Puglia, attualmente deputato di Forza Italia, per rispondere alle domande dei commissari.

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