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Domenica 24 Settembre 2017 | 23:14

Bari - Stop a commissariamento a La Fiorita

La società è al centro di indagini sulla presunta truffa da 31 milioni di euro che il 12 aprile 2005 portò all'arresto di 16 persone, tra direttori generali di Ausl pugliesi, responsabili aziendali, imprenditori e funzionari della Regione Puglia
BARI - I giudici della sesta sezione penale della Cassazione hanno annullato il provvedimento con il quale il Tribunale del Riesame di Bari aveva confermato (ma riducendolo da un anno a sei mesi) il commissariamento della società cooperativa 'La Fiorità e della 'Duemila srl' (del cosiddetto gruppo 'Maniglià) di Bari ai sensi del decreto legislativo 231 del 2001 sulla responsabilità amministrativa delle persone giuridiche. Le due società sono al centro di indagini sulla presunta truffa da 31 milioni di euro che il 12 aprile 2005 portarono all'arresto di 16 persone, tra direttori generali di Ausl pugliesi, responsabili della Fiorita, imprenditori e funzionari della Regione Puglia.
Lo rende noto l'avv.Francesco Paolo Sisto, che fa parte del collegio difensivo composto anche dagli avvocati Enzo Musco di Roma e Ugo Lecis di Milano.
I giudici - riferisce l'avv.Sisto - hanno annullato con rinvio il commissariamento della Fiorita (rinviando gli atti al Tribunale del Riesame per una nuova valutazione) e senza rinvio quello della Duemila srl. La Suprema corte, accogliendo inoltre il ricorso della difesa e dichiarando inammissibile quello della Procura, ha annullato con rinvio il provvedimento del Tribunale del Riesame che aveva parzialmente annullato il provvedimento di sequestro di beni (disponendo peraltro che i sigilli fossero apposti solo a beni per un controvalore di tre milioni, anzichè di 20 milioni) nei confronti degli indagati Dario e Piero Maniglia, Paolo Ranieri e Enzo Longo. Anche in quest'ultimo caso si dovrà pronunciare il Tribunale del Riesame.
Il commissariamento, della durata di un anno, fu disposto nell'aprile 2005, su richiesta della Procura di Bari, dal gip Giuseppe De Benedictis in base all'articolo 15 del decreto legislativo 231 del 2001. Il giudice rilevò che l'interruzione dell'attività aziendale avrebbe potuto provocare, tenuto conto delle sue dimensioni e delle condizioni economiche del territorio in cui è situato, rilevanti ripercussioni sull'occupazione. Infatti, secondo i dati forniti nel corso del procedimento dai legali delle due società, La Fiorita ha 429 dipendenti, la Duemila 540.
L'indagine che portò al provvedimento di interdizione dall'attività riguarda presunte irregolarità nell'assegnazione di appalti per servizi di pulizia, sanificazione e ausiliariato in enti pubblici (Inpdap di Bari, ospedale Santissima Annunziata di Taranto e Comune di Gravina in Puglia) e nelle Ausl Bari quattro e cinque, Lecce uno e due, e Foggia uno. Ai 16 arrestati l'accusa contesta a vario titolo i reati di associazione per delinquere, truffa, falso ideologico, turbativa d'asta e corruzione. Attualmente sono 44 le persone sottoposte ad indagini.

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