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Lunedì 25 Settembre 2017 | 19:04

«Sono i lavoratori a cercare l'incidente»

La Uil stigmatizza la posizione della dirigenza Ilva di Taranto secondo cui i dipendenti, come kamikaze, cercano l'incidente sul lavoro volontariamente. Nello stabilimento record infortuni
TARANTO - «E' proprio vero: non ci si stupisce mai abbastanza. La tesi dell'Ilva, secondo cui i lavoratori dello stabilimento siderurgico l'incidente se lo vanno quasi a cercare per poi assentarsi dal lavoro per infortunio, sfiora il paradossale se non il comico». E' il commento del segretario generale della Uil di Puglia e di Bari, Aldo Pugliese, sullo studio commissionato dai vertici Ilva ad un gruppo di espertie illustrato in occasione della presentazione del bilancio sociale.
«Sapevano tutti che la scienza non è neutrale - continua ironicamente Pugliese - per cui chiunque commissiona lo studio indicando le finalità, si ritrova quasi inevitabilmente con le risposte che in qualche modo vorrebbe sentirsi dare. L'Ilva evidentemente ignora che l'anno scorso abbiamo avuto oltre 4000 infortuni sul lavoro: cioè uno ogni tre dipendenti. Per cui, in ossequio allo studio in questione, da oggi possiamo dire che un corposo numero di dipendenti dell'Ilva sono in realtà una sorta di kamikaze, che si cerca l'infortunio. E lo fanno in maniera tanto maldestra, che qualche volta finiscono col perdere la vita».

Secondo il segretario Uil la realtà è ben diversa: «se si vanno ad analizzare le dinamiche degli incidenti mortali si scoprono problemi pensantissimi. La verità è che si sacrifica tutto sull'altare della produzione, Del resto abbiamo recentemente appreso che altri 1000 miliardi netti di utili sono stati conseguiti anche per l'anno passato.
Così - ricorda ancora Pugliese - si dimentica che nel 2005 si è passati da una produzione di 7750 milioni di tonnellate a 9300 milioni. E per raggiungere questi risultati tutti sanno che sono state messe da parte le norme operative con grave nocumento della sicurezza sul lavoro».
Pugliese continua affermando che «ai lavoratori che raggiungevano questi record di produzione, l'azienda, unilateralmente e senza accordi con i sindacati, ha erogato premi mensili dai 200 euro in su. Quanto sarebbe più bello, invece, se l'Ilva decidesse di erogare gli steso premi a quei reparti che stabiliscono record di «non infortunio» sul posto di lavoro. Anzi, visti i tempi, non vorremmo che venisse in mente a qualcuno di istituire una nuova palazzina Laf, magari per «punire» coloro che non realizzano gli obiettivi aziendali.
Del resto - conclude il segretario Uil - se a Taranto si registra il quadruplo di ammalati e morti di tumori rispetto a tutto il resto della Regione, ci sarà pure un motivo. E l'Ilva non può far finta che questa realtà non esista».

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