Cerca

Lunedì 25 Settembre 2017 | 10:08

Uccise sindaco di Molfetta, torna in carcere

I carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno iniziato le indagini su Cristofaro Brattoli in seguito ad alcuni articoli pubblicati sulla «Gazzetta del Mezzogiorno»
BARI - Nel 1992 uccise l'allora sindaco di Molfetta, in provincia di Bari, Gianni Carnicella. Recentemente era in semilibertà ma il 18 maggio scorso, durante l'ultima campagna elettorale per le comunali, avrebbe minacciato pesantemente, per motivi ancora incomprensibili, Lillino Di Gioia, il candidato sindaco del centrosinistra mentre quest'ultimo faceva volantinaggio in piazza Paradiso.

Cristofaro Brattoli, 50 anni, è tornato in carcere, in esecuzione di un'ordinanza di sospensione in via provvisoria della misura alternativa e ripristino contestuale della detenzione, emessa dal magistrato di sorveglianza del Tribunale di Foggia. I carabinieri della Compagnia di Molfetta hanno iniziato le indagini in seguito ad alcuni articoli pubblicati sulla «Gazzetta del Mezzogiorno».

L'uomo è tornato in carcere non per le minacce e le ingiurie nei confronti di Di Gioia, per le quali si deciderà in altra sede, ma per aver violato le prescrizioni del magistrato di sorveglianza, sollecitato dalla richiesta di revoca avanzata dai carabinieri. Ora deciderà in maniera definitiva il magistrato di sorveglianza del Tribunale di Bari.
Brattoli, che uccise il 9 luglio del 1992 l'allora sindaco democristiano Gianni Carnicella, era stato condannato dalla Corte di Assise di Trani alla pena di 25 anni e 6 mesi di reclusione (sentenza poi riformata dalla Corte di Appello di Bari a 18 anni). Dal 2005 è stato ammesso al regime di semilibertà ed era detenuto nella casa mandamentale di Trinitapoli da dove usciva la mattina per recarsi a Molfetta a lavorare e nella quale rientrava nelle ore serali.

L'omicidio del sindaco Carnicella scaturì dal divieto del primo cittadino a un concerto di un cantante napoletano organizzato da Brattoli insieme a esponenti della malavita molfettese dediti allo spaccio di sostanze stupefacenti, arrestati successivamente nelle operazioni «Primavera» e «Reset» della Compagnia dei carabnieri di Molfetta. Per la cronaca Di Gioia è stato sconfitto al ballottaggio dal senatore Antonio Azzolini, ora primo cittadino di Molfetta.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Altri articoli dalla sezione