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Venerdì 22 Settembre 2017 | 09:59

Gioia del Colle - I 40 anni del 36° Stormo

Raduno dell'Aeronautica militare, con il comandante, colonnello Roberto Boi. Oltre agli aerei "veri", i modellini del Club Aeromodellistico Barese e del Club Modellistico Plastico Ravenna Sezione di Bari
Aeronautica, jet Tornado GIOIA DEL COLLE - Il 36° Stormo ha celebrato i suoi 40 anni di permanenza sulla base di Gioia del Colle, con il raduno dei suoi "ex".

La giornata ha avuto il suo prologo con una cerimonia celebrativa in ricordo dei Caduti e particolarmente sentito è stato il saluto del colonnello Roberto Boi, comandante del 36°, a quanti hanno speso la propria vita nella generosa offerta di servire la Patria, in guerra e non, e ai loro familiari che hanno accettato nel silenzio un così grande dolore continuando così ad essere strenui sostenitori degli ideali dei loro cari.

Successivamente, i radunisti hanno raggiunto il Piazzale Oscar dove si è svolta la presentazione tecnica in volo dei velivoli MB-339CD, AMX, TORNADO e G-222 da parte del Reparto sperimentale volo.

L'esibizione dei velivoli è stata preceduta dall'attività di volo di maxi aeromodelli ed elicottero 3D del Club Aeromodellistico Barese, presieduto da Aldo Guerrieri, con la partecipazione straordinaria del pilota Marco Rossaro da Torino con la riproduzione dell'EFA motorizzato con turbina jet e di Bruno Cavuto e Nicola Rocco da Pescara con la riproduzione a turbina del velivolo HAWK.

È stata inoltre allestita una mostra fotografica a carattere aeronautico con cimeli di grande interesse storico, quale l'equipaggiamento da volo di un pilota della formazione guidata da Italo Balbo nella trasvolata atlantica Orbetello-Rio de Janeiro e la documentazione epistolare del 1° Aviere Armiere Ignazio Zannini, Medaglia d'oro alla memoria.

Molto apprezzata è stata l'esposizione di plastimodellismo del Club Modellistico Plastico Ravenna Sezione di Bari, presieduta da Saverio Radogna, con modellini riproducenti i velivoli in linea allo Stormo nei suoi quarant'anni di vita a Gioia del Colle.

Al termine, la visita ai Gruppi e, alle ore 16, per i tanti che lo hanno voluto, radunisti e personale dello Stormo, la partita di calcio Italia-Repubblica Ceca su maxi schermo.

La storia del 36° Stormo è ricca di imprese e di figure che ne hanno onorato la gloriosa Bandiera di Guerra ed ha inizio il 1 febbraio 1938 con il compito di bombardamento terrestre. Ottenne nel primo periodo della sua esistenza lusinghieri riconoscimenti per il contributo di eroismo e di sangue offerto durante il periodo iniziale della Seconda guerra mondiale.
Il 6 giugno 1941 si chiudeva il primo periodo di vita dello Stormo e aveva inizio immediatamente l'attività del 36° Stormo Aerosiluranti. Fu forse il periodo più impegnativo e, insieme, più glorioso. Fra il 1941 e il 1942 gli aerosiluranti del 36° svolsero un'intensa attività sui cieli del Mediterraneo meritando la medaglia d'oro al V.M. alla bandiera. Altre sette medaglie d'oro alla memoria, 31 d'argento e 83 di bronzo, conferite tutte sul campo. Due croci di guerra sono inoltre il segno del prezioso contributo degli uomini del 36°.
Il 15 luglio 1943 terminò anche questo secondo momento della vita dello Stormo che, dopo qualche tempo, fu ricostituito come Stormo notturno. Dal 7 luglio 1944 sino agli ultimi mesi di guerra, anche questa nuova attività vide aerei e uomini impegnati in una notevole attività sui cieli dei Balcani. Anche in questa occasione la bandiera ottenne una medaglia d'argento al V.M. e una croce di guerra. L'attività di volo dello Stormo notturno ebbe fine il 12 gennaio 1955.
Intanto, nuove vie si erano aperte per l'Aeronautica e ben presto il nome del 36° tornò a vivere come 36ª Aerobrigata Missili, di stanza a Gioia del Colle, inquadrata nell'organizzazione delle basi Nato.
Il 1° giugno 1966, sulla stessa base di Gioia del Colle, nasceva il 36° Stormo Caccia, organizzato su due gruppi, intercettori e cacciabombardieri, il XII e il 156° Gruppo, la cui attività continua ancora oggi.

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