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Domenica 24 Settembre 2017 | 10:47

Mafia/Brindisi - In fumo ettari a grano

Nuove fiamme di matrice dolosa hanno rovinato terre un tempo in mano alla Sacra Corona Unita e affidate all'associazione «Libera» di don Luigi Ciotti
BRINDISI - Sono passati soltanto undici giorni dall'incendio avvenuto a Torchiarolo (Brindisi) e ieri pomeriggio nuove fiamme di matrice dolosa hanno rovinato dieci ettari coltivati a grano a Mesagne, l'altro comune del brindisino impegnato con Libera, enti locali, Prefettura e Forze dell'Ordine nel riscatto delle terre un tempo in mano alla Sacra Corona Unita. Se a Torchiarolo ad andare in fumo erano stati quattro ettari di vigneti, a Mesagne sono stati bruciati circa dieci ettari di grano pronto per essere mietuto il prossimo 3 luglio in una festa per i cittadini e i territori coinvolti. «Le fiamme non fermino il riscatto della legalità - ha dichiarato don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera - anche perchè non si deve cedere alle intimidazioni di quanti credono con la violenza di seminare paura. A Mesagne invece è stata seminata la speranza e il raccolto non potrà che essere fruttuoso, tanto o poco che sia, non importa. Ciò che conta è che il processo di ripristino della legge e di partecipazione civile che è stato avviato possa proseguire».
Libera aveva in occasione dell'attentato di Torchiarolo manifestato ringraziamento alle istituzioni per l'impegno e invitato i cittadini a non sottovalutare i segnali di una criminalità messa alle corde dal lavoro di magistratura e forze dell'ordine. Il rapporto con il territorio nel nome della condivisione, l'assunzione di responsabilità da parte di tutti, la creazione di cooperative di giovani che riutilizzino i beni confiscati alla SCU, il collegamento con la rete nazionale «Libera Terra», che in questi ultimi mesi ha visto unirsi oltre cinquanta sigle di realtà di grande valore, impegnate nel settore del commercio responsabile e di qualità e del consumo critico: questi i prossimi passaggi che Libera intende sviluppare per rispondere nel migliore dei modi alle violenze e alle intimidazioni di chi agisce nell'ombra per togliere futuro ai territori brindisini tornati ad essere - ha concluso Don Ciotti - «terra libera, perchè questi beni non sono di «cosa nostra» ma sono di tutti».

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