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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 22:16

Ruppi conosce Fitto da bambino

«E' un dovere, quello del vescovo - ha detto l'avvocato difensore di Ruppi - di pressare ogni personaggio politico» perchè garantiscano aiuti alla Chiesa. Mons. Ruppi si è presentato spontaneamente alla procura di Bari per essere interrogato
• Fitto: i contributi elettorali sono tutti documentati • Tra le intercettazioni: «Solo 100mila euro?, questo è un problema...»
Monsignor Cosmo Francesco Ruppi BARI - L'avv. Pasquale Corleto stamani ha accompagnato in Procura l'arcivescovo di Lecce, mons. Cosmo Francesco Ruppi il quale , a suo dire, « ha chiarito tutto quanto esisteva esclusivamene a livello di ipotesi. Va detto subito - ha aggiunto il legale - che l'ipotesi di reato non rientra nella maxi-ordinanza che ha riguardato gli imputati principali di questa vicenda, essendo emerso il nome dell'arcivescovo in occasione di alcune intercettazioni telefoniche, di cui la stampa è in possesso, era un atto dovuto da parte della Procura di Bari, quello di sentire la persona di cui si parlava in occasione di queste intercettazioni». «Il chiarimento è stato immediato - ha riferito il legale - e la disponibilità della Procura barese rientra in uno stile che, ovviamente, non possiamo che apprezzare». «Il problema - ha proseguito l'avv. Corleto - a mio avviso è, a cominciare da quello della sorpresa dell'interrogatorio, completamente risolto. Abbiamo avuto un informazione di garanzia tre giorni fa - ha aggiunto il legale - immediatamente abbiamo chiesto, mettendoci a disposizione della Magistratura, di essere ascoltati. Questa mattina la Procura di Bari - ha concluso - si è dimostrata disponibile anche sotto questo profilo, un incontro tranquillo e sereno».

«Non è solo un compito, è un dovere, quello del vescovo - ha proseguito l'avv. Corleto - di pressare così come è accaduto ad ogni livello di personaggio politico, perchè questo adempimento previsto da una normativa regionale del 2004, venisse portato a compimento. Una richiesta legittima, un uomo al di sopra delle parti». Il legale si riferisce all'ipotesi di reato, contestata dalla Procura, che «in astratto sarebbe potuta essere quella di una collaborazione di campagna elettorale in favore del presidente Fitto, in cambio di questa utilità derivante dall'erogazione di somme per gli oratori, contributi mai arrivati con la prima e con la seconda gestione della Regione». «L'interesse unico del presidente dei vescovi della Puglia - ha concluso l'avv.Corleto - è che le cose della Chiesa vadano in un certo modo per la realizzazione di quelli che sono i compiti dell'arcivescovo stesso. Nulla, assolutamente nulla di diverso, da quello che sto dicendo».

«RUPPI CONOSCE FITTO DA BAMBINO
Il presidente della Cei (Conferenza episcopale italiana) in Puglia, mons.Cosmo Francesco Ruppi, «ha rapporti stretti con tutti e conosce Fitto da bambino». E' il commento dell'avvocato dell'arcivescovo di Lecce, Pasquale Corleto, a poche ore di distanza dall'interrogatorio a sorpresa chiesto proprio dal legale di Ruppi alla Procura di Bari per chiarire l'ipotesi di corruzione contestata all'alto prelato in concorso con l'ex governatore della Regione Puglia, Raffaele Fitto. Secondo Corleto, «Ruppi è, invece, molto preoccupato per la mancata corresponsione dei fondi in favore degli oratori» pugliesi, che vivono una situazione di difficoltà, ed oggetto dell'accusa ipotizzata dai sostituti procuratori della Repubblica di Bari, Lorenzo Nicastro, Renato Nitti e Roberto Rossi. Secondo la procura l'arcivescovo avrebbe dovuto ottenere i finanziamenti regionali in cambio di appoggio elettorale a Fitto nel 2005. Ipotesi chiarita stamattina durante l'audizione dello stesso Ruppi, non ascoltato in Procura ma in un altro luogo lontano da occhi indiscreti.

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