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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:17

Lecce - Muore un soldato di 20 anni

Grave incidente nel corso di un'esercitazione al poligono di Torre Veneri. Il giovane, salentino, era in un carro armato con altri tre militari, rimasti feriti. Investiti dallo scoppio
Cavalleria EsercitoLECCE - Sarebbe morto asfissiato dal denso fumo sviluppatosi, dopo l'esplosione di un colpo, nel carro armato che stava guidando nel corso di una esercitazione dell'Esercito nella località Torre Veneri, sulla costa a pochi chilometri da Lecce. Questa la principale causa della morte del caporale Marco Bisconti, di 22 anni, nato a San Cesario di Lecce e residente a Monteroni di Lecce. Nell'incidente, avvenuto stamani verso le 11, sono rimasti feriti altri tre militari.
Questi ultimi sono i sottotenenti Pierluigi Melissano, di 24 anni, di Lecce, Francesco Parisi, di 22, di Avellino, entrambi effettivi presso la scuola di Torino, e il ten. col. Rolando Rollo, di 56 anni, di Lecce, che era il comandante del mezzo andato a fuoco. Parisi è ricoverato nel reparto di Dermatologia dell'ospedale Vito Fazzi di Lecce, dove i medici lo hanno giudicato guaribile in quaranta giorni per ustioni di primo grado su diverse parti del corpo; più gravi - ma non corre pericolo di morte - le condizioni di Melissano, che è ricoverato nel reparto di Oculistica dello stesso ospedale, essendo stati gli occhi gli organi più danneggiati nell'incendio. Praticamente illeso invece Rollo, che è stato medicato e successivamente dimesso.
Quello verificatosi oggi nel poligono di Torre Veneri è stato definito dal comandante della Scuola di Cavalleria di Lecce, gen. Paolo Bosotti, un evento di straordinaria eccezionalità: «In trent'anni - ha commentato - non avevo mai visto una cosa del genere».
Secondo la ricostruzione dell'incidente fatta dai vertici della Scuola di Cavalleria, Bisconti e gli altri tre commilitoni erano impegnati in un'esercitazione cui partecipavano militari della Scuola di applicazione di Torino, frequentata dai giovani che hanno concluso il loro iter all'Accademia di Modena, prima di entrare nella Scuola di Cavalleria di Lecce. Il militare morto era il pilota del carro armato 'Arietè ed era nel mezzo con gli altri tre militari quando è avvenuto l'incidente.
Dal carro armato è stato sparato un colpo. La parte superiore, il bossolo, è partita ma le altre due parti del proiettile - secondo quanto è stato spiegato - cioè quella intermedia costituita da 'cartone autocomburentè, che è quella che si incendia provocando l'esplosione del colpo, e quella sottostante, il fondello, anzichè ricadere, come normalmente accade, nella 'vascà all'interno del carro armato, sono cadute in un'altra zona del mezzo. Questo ha provocato una fiammata fortissima e denso fumo e in breve tempo il mezzo si è incendiato.
Subito dopo lo scoppio, i tre militari rimasti feriti sono riusciti ad aprire le loro botole e a uscire dal mezzo, mentre Bisconti è rimasto intrappolato nel carro armato, forse perchè svenuto per il fumo o per il calore altissimo che si è sviluppato in poco tempo, ipotesi questa suggerita dal fatto che anche la sua botola era ben funzionante, come è stato successivamente accertato.
Una inchiesta sulle modalità dell'incidente è stata avviata dalla procura militare, che si affianca a quella coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica del Tribunale di Lecce Emilio Arnesano, il quale ha disposto il sequestro del mezzo perchè su di esso sia fatta una perizia tecnico-scientifica.
Il capo di Stato Maggiore dell'Esercito, generale Filiberto Cecchi, ha espresso «il profondo cordoglio» suo e di tutta la forza armata per la morte del caporale Marco Bisconti. «Profondo turbamento e immenso dolore» sono stati espressi anche dal governatore pugliese, Nichi Vendola.

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