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Lunedì 25 Settembre 2017 | 04:35

Cosa bolle nella pentola di Puglia

Presentata la prima indagine conoscitiva su risorse e bisogni di formazione e lavoro dei giovani pugliesi nell'ambito del progetto «bollenti spiriti» varato dalla Regione
BARI - Presentato oggi «cosa bolle in pentola», la prima indagine conoscitiva su risorse e bisogni dei giovani pugliesi nell'ambito del progetto «bollenti spiriti». Alla conferenza stampa, presso la facoltà di scienze hanno partecipato l'assessore alle Politiche giovanili Guglielmo Minervini, il preside Ennio Triggiani e il curatore dello staff di ricerca, il sociologo Daniele Petrosini. «Il progetto - ha detto Minervini - segna un punto di svolta nel settore delle politiche giovanili, ed è nato da un'intuizione piuttosto artigianale che si è basata su fatti più o meno oggettivi come un gigantesco problema di inclusione sociale che i giovani vivono e un'altrettanto emblematica dispersione di capitale umano nell'ambito di una crisi strutturale come quella che viviamo oggi. L'ambizione è quella di rovesciare l'approccio nelle politiche giovanili, partendo dai bisogni. E un'analisi come quella presentata oggi ci aiuta perchè viene dall'esperienza diretta, sul campo. La ricerca - si legge nella brochure di presentazione predisposta dallo staff - è rivolta «a quell'universo magmatico e cangiante costituito dalla popolazione giovanile tra i 16 e i 32 anni alla ricerca di esperienze significative, individuali e collettive, nei campi dell'istruzione e della formazione, del lavoro, della creatività e del potenziale di innovazione, della partecipazione alla cittadinanza attiva e del nuovo rapporto dei giovani coi luoghi». L'obiettivo della ricerca è indagare su risorse e bisogni dei giovani pugliesi nel complesso percorso di ricerca dell'autonomia e di transizione verso l'età adulta, sulle nuove forme di partecipazione e protagonismo giovanile e sui servizi e i progetti di politiche giovanili realizzati sul territorio regionale.

La ricerca procederà attraverso: una prima fase di «contatto» con i soggetti più significativi dell'universo giovanile; l'organizzazione di focus group sull'intero territorio regionale, in modo da approfondire le differenti tematichenei diversi ambiti territoriali; la realizzazione di interviste in profondità a giovani pugliesi e studi di caso, anche con l'utilizzo di mezzi audiovisivi. La ricerca sul campo andrà di pari passo con la ricostruzione delle caratteristiche della popolazione giovanile in Puglia, con l'analisi della più recente letteratura sui giovani e con la rilevazione delle politiche giovanili in atto a livello nazionale ed europeo. Ma solo aprendo canali di comunicazione con l'universo giovanile la ricerca potrà produrre dei risultati. Per questo i giovani e gli operatori giovanili saranno considerati non solo oggetti ma soggetti attivi della ricerca, protagonisti del processo conoscitivo che è alla base di «Cosa bolle in pentola». Per questo è stato attivato il sito web www.cosabolleinpentola.net, strumento di comunicazione e partecipazione che permetterà ai giovani e a chi lavora con loro di segnalare le esperienze che ritengono più importanti e, soprattutto, di raccontare e condividere le loro «storie».

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