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Domenica 24 Settembre 2017 | 01:42

Lettera a Prodi da sindaci Foggiano e Avellinese

L'interruzione della statale 90 sta penalizzando molti piccoli comuni. Ad oggi, non sono stati assunti provvedimenti per la nomina del Commissario per la gestione dello stato di emergenza
FOGGIA - Ieri sera i sindaci di sei comuni della provincia di Foggia (Orsara di Puglia, Bovino) e di Avellino (Montaguto, Savignano Iripino, Greci e Ariano Irpino hanno sottoscritto un documento comune riguardo ai disagi causati dall'interruzione della statale 90, inviandolo al presidente del Consiglio dei Ministri Romano Prodi, al Capo Dipartimento della Protezione Civile Guido Bertolaso, al presidente della Regione Campania Antonio Bassolino e agli assessori campani con deleghe ai Lavori Pubblici, alla Difesa del Suolo e alla Protezione Civile. «Sin dal mese di gennaio 2006 - scrivono i sindaci - è stato segnalato un vasto movimento franoso nel territorio di Montaguto. Il presidente del Consiglio dei Ministri, con proprio decreto, il 12 maggio 2006 ha dichiarato lo stato di emergenza» in seguito all'espandersi della frana segnalata. Il movimento franoso «ha interessato la Statale 90 delle Puglie al chilometro 43 - si legge nel documento - con conseguente totale inibizione al transito veicolare nonchè pericolo di interruzione della tratta ferroviaria Napoli-Foggia-Bari».

«Tali circostanze - spiegano i primi cittadini - hanno determinato l'isolamento delle comunità ricadenti nell'intera Valle del Cervaro. Le attività economiche, dall'agricoltura all'artigianato e al commercio - prosegue la lettera - stanno subendo danni che comporteranno la chiusura di molte attività produttive».
Preso atto che, ad oggi, non sono stati assunti provvedimenti finalizzati alla nomina del Commissario per la gestione dello stato di emergenza dichiarato, con grave danno all'intero territorio, i sindaci chiedono il «ripristino della percorribilità della statale 90 delle Puglie; la definizione degli interventi complessivi per la salvaguardia del territorio e il riconoscimento dello stato di crisi socio economica per le attività produttive ricadenti nei territori coinvolti». I sindaci auspicano «l'immediato intervento da parte delle Autorità preposte, al fine di evitare iniziative di forte protesta da parte delle Amministrazioni comunali interessate».

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