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Martedì 26 Settembre 2017 | 16:48

Welfare, il Ddl pugliese presentato a 5 ministri

L'assessore regionale alla Solidarietà scrive ai ministri per gli Affari regionali, per la Famiglia, per le Pari opportunità, per la Solidarietà sociale e per la Salute
BARI - L'assessore alla Solidarietà della Regione Puglia, Elena Gentile scrive ai ministri per gli Affari regionali (Linda Lanzillotta), per la Famiglia (Rosy Bindi), per le Pari opportunità (Barbara Pollastrini), per la Solidarietà sociale (Paolo Ferrero) e per la Salute (Livia Turco), del Governo Prodi, presentando loro la nuova legge regionale per la «dignità e il benessere delle donne e degli uomini della Puglia».
Una legge, afferma l'assessore, «che ridisegna il volto delle politiche sociali per la promozione e l'inclusione, e che intende rimuovere l'idea di politiche sociali da intendere come politiche assistenziali e riparative». Una legge «che riconosce alla famiglia la sua centralità nel sistema del welfare, anche quando la famiglia non è centrata sul vincolo del matrimonio, ma in quanto capace di assumere progetti di vita, carichi di cura e responsabilità per la crescita delle persone, corrispondendo così pienamente ai bisogni, e valorizzando la dignità, di tutti i pugliesi».
L'assessore sottolinea come «la Giunta sia già impegnata nell'accrescere l'impegno finanziario del proprio bilancio per le politiche sociali e familiari, e proprio nel 2006, grazie all'impegno della Giunta Vendola, per la prima volta si inverte, da 19 a 38 milioni di euro, una tendenza triste di riduzione della spesa sociale degli ultimi 5 anni».
Secondo Gentile «chi lamenta che la coperta delle risorse finanziarie sia troppo stretta per assumere e rispettare tutti gli impegni sanciti in linea di principio con la nuova legge, deve sapere, o meglio ricordare, che la coperta questa Giunta Regionale l'ha già trovata ampiamente ristretta, per effetto delle scelte scellerate del Governo nazionale di centro destra che per il 2005 e per il 2006 ha prodotto la drastica riduzione (50%) del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali e la monetizzazione dei diritti attraverso l'erogazione a pioggia di un inutile quanto demagogico bonus bebè che, in cambio di 1000 euro, di fatto impedisce alle Regioni e ai Comuni di erogare servizi per le famiglie e per la promozione di queste nella quotidianità della organizzazione familiare».
L'Assessore Gentile chiede all'attuale Governo, «certa della possibilità che ciò avvenga, «di riportare ad un livello degno di questo nome il Fnps, almeno pari a quello assegnato dall'allora ministro Livia Turco, all'atto della istituzione dello stesso Fondo nella finanziaria per il 2001. Occorre invertire a livello nazionale e regionale - prosegue - il corso perseguito da chi, temendo il cambiamento e disconoscendo equità e pari opportunità come valori, vorrebbe solo reiterare vecchie discriminazioni».
«La Puglia - aggiunge ancora la Gentile - non sarà più la Regione in cui le priorità vengono stabilite solo in base alla disponibilità di risorse, perchè occorre tener conto del bisogno dei nuclei, delle rispettive capacità di reddito, degli obiettivi di inclusione e di cura che ci si prefigge. Ciò ovviamente non impedirà alla Regione Puglia di mantenere fermo il rispetto del principio costituzionale di tutela della famiglia fondata sul matrimonio, con la attivazione di misure dedicate alla promozione di nuove famiglie, così come ribadito dagli articoli 22 e 24 dello stesso disegno di legge».

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