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Martedì 26 Settembre 2017 | 07:46

Puglia - Entro agosto il piano energetico

In un territorio dove viene prodotto il doppio dell' energia rispetto al suo fabbisogno, l'obiettivo è quello di puntare sull'ambiente, di limitare gradualmente il carbone
BARI - Il piano regionale energetico ambientale (Pear) della Puglia sarà licenziato dalla giunta regionale pugliese entro il prossimo mese di agosto. E' questa la volontà della giunta regionale di centrosinistra guidata da Nichi Vendola che oggi, insieme con gli assessori regionali allo sviluppo economico, Sandro Frisullo, e all'ecologia, Michele Losappio, ha incontrato il seduta plenaria i segretari regionali di Cgil, Mimmo Pantaleo, Cisl, Mary Rina, e Uil, Aldo Pugliese, per discutere del Pear dopo la serie di incontri bilaterali tenuti dall' assessore all' ecologia.
Intanto - è stato annunciato - il 22 giugno gli amministratori regionali incontreranno a Roma il titolare della politica energetica del governo Prodi, Bersani, per una valutazione delle scelte che la Puglia intende compiere «e che saranno fondamentali - come ha sottolineato Vendola - per lo sviluppo da dare alla regione».

In un territorio come la Puglia, dove viene prodotto il doppio dell' energia rispetto al suo fabbisogno, l'obiettivo è quello di puntare sull'ambiente, di limitare gradualmente il carbone (fino ad ottenere una riduzione del 25%) e di incrementare l'impiego del gas naturale e delle fonti rinnovabili (si prevede un aumento di queste ultime dal 5 al 10%). Si otterrebbe così un abbattimento dell'inquinamento intorno al 30%.
«C'è con i sindacati - ha detto Vendola al termine dell' incontro - una convergenza di fondo non solo nel metodo ma sulla sostanza che è quella di proporre il tema delicato della energia non in maniera autartica».
Una cosa è certa per tutti: sull' energia - ha sottolineato Vendola - «occorre ragionare con un punto di vista nazionale ed europeo» e la Puglia, in termini di produzione, è pronta a fare la sua parte».
Di «clima positivo e di un sostanziale accoglimento del Pear da parte delle organizzazioni sindacali» ha parlato anche Frisullo secondo il quale il Piano sarà all'attenzione del Consiglio regionale entro la fine dell'anno. Per Losappio quella di oggi è stata «una ulteriore tappa nella discussione». E quello di oggi non sarà neanche l'ultimo confronto «perchè la giunta - ha annunciato - ha preso l'impegno di sottoporre il piano nella stesura definitiva anche all'attenzione delle organizzazioni sindacali prima di portarlo in consiglio».
«Sulle linee di fondo del piano - ha detto Losappio - siamo concordi: riduzione del carbone, scelta di energie alternative, risparmio energetico, utilizzo del gas in maniera diversificata per evitare attività monopoliste che non risolvono il problema dell' approvvigionamento». Sono ancora sul tavolo, comunque, e non lo ha nascosto nessuno, questioni importanti: ci sono organizzazioni sindacali che vogliono il rigassificatore a Capobianco, a Brindisi, altre che non lo vogliono, ci sono sindacati che vedono favorevolmente la centrale Ilva di cogenerazione che la società vorrebbe fare, altri che sono contrari.
Per Mary Rina (Cisl) è «fondamentale è che si vada verso le fonti energetiche alternative senza però penalizzare quelle tradizionali, come il carbone». La Cisl auspica «che si arrivi ad un uso oculato del carbone, delle fonti alternative senza creare traumi sul piano occupazionale e sul piano del costo di produzione dell' energia».
D'accordo sul metodo ma con «qualche dubbio» nel merito la Uil. «Anche oggi - ha detto Pugliese - la Regione non ci ha dato risposte importanti: dove vuole fare il rigassificatore? cosa vuole fare del piano industriale dell'Ilva, azienda che ha aumentato la sua produzione del 20% provocando quindi un aumento del 20% di imissione di Co2 mentre il Pear prevede una riduzione complessiva di imissione Co2?».
Così come, per la Uil, occorre considerare il problema della volontà dell' Ilva di realizzare una terza centrale termoelettrica. Dalla Uil è stata anche posta un'altra questione: che prima di approvare il Pear venga approvato il piano regionale per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Mimmo Pantaleo, per la Cgil, ha sollevato la necessità di «separare i grandi obiettivi quantitativi e qualitativi del piano relativi alle emissioni, alla produzione energetica e alla diversificazione delle fonti energetiche, alle energie alternative». «Il piano nella stesura definitiva, a nostro avviso - ha detto - dovrà definire solo grandi obiettivi qualitativi e quantitativi lasciando in un secondo momento la discussione sulle ricadute».
Sul rigassificatore la Cgil ha ribadito la sua posizione: l'impianto va realizzato, la localizzazione a Capobianco non va bene e quindi la Regione decida al più presto perchè la tensione a Brindisi come a Taranto aumenta, «sapendo che il rigassificatore deve essere uno». Cgil, Cisl e Uil concordano comunque nel porre un'altra questione: occorre una simulazione sull'andamento del Pear in ordine a possibili ricadute occupazionali.
Luisa Amenduni

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