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Giovedì 21 Settembre 2017 | 01:53

Laboratorio genetico a Carlantino

La scelta è ricaduta sul piccolo comune del preappennino dauno poichè la comunità carlantinese è stata fondata solo da 500 anni e al suo interno vi è stata una forte endogamia
FOGGIA - «La minore presenza di piastrine nel sangue riscontrata negli abitanti di Carlantino ha sicuramente una causa genetica». E' il risultato più importante della ricerca genetica condotta sulla popolazione carlantinese i cui dati sono stati resi noti ieri in un convegno che si è svolto nel piccolo centro del foggiano. L'incontro, dal titolo «Progetto Carlantino - A che punto siamo», è stato organizzato dal Comune di Carlantino in collaborazione con l'Asl Fg/3 e l'Università degli Studi di Napoli. Tra i relatori il sindaco di Carlantino, Vito Guerrera, del direttore generale dell'Asl Fg/3, Attilio Manfrini, Gennaro Auletta del dipartimento di audiologia e neuroscienze dell'Università degli Studi di Napoli «Federico II», Francesco Testa del dipartimento di oftalmologia della Seconda Università di Napoli, Antonio Angelillis, assessore provinciale all'agricoltura con delega ai piccoli comuni e il responsabile scientifico del «Progetto Carlantino», Paolo Gasparini.
I dati sin qui ottenuti hanno dimostrato un'importante riduzione della massa ossea nella popolazione carlantinese che con l'avanzare dell'età diventa osteoporosi. La percentuale a Carlantino è del 43%, molto alta se confrontata con la media nazionale del 13%. «Pausa precoce» per le donne: il gentil sesso carlantinese va molto prima in menopausa rispetto alla media. Diabete: fino a 65 anni ne soffre il 7,3% della popolazione locale rispetto al 2,6% della media nazionale, dopo i 65 anni, il 16% rispetto al 12%.
Aspetto sicuramente importante per la ricerca è stato quello dell'udito: molti carlantinesi sentono male e questa caratteristica negativa si evidenzia già da una età giovane.
Dai 40 anni in su, quasi la maggior parte dei residenti ha problemi dell'udito. Su 400 persone esaminate circa 120 hanno necessità di una correzione del problema con un apparecchio.
Questi i risultati più importanti ottenuti sino a questo punto. Ma Carlantino si ritrasformerà subito in «laboratorio» di ricerca per identificare i fattori ambientali e genetici di queste e di altre patologie. Proprio questo, infatti, è stato e sarà l'obiettivo di «Progetto Carlantino».

La scelta è ricaduta sul piccolo comune del Preappennino dauno settentrionale poichè la comunità carlantinese è stata fondata solo da 500 anni e al suo interno vi è stata una forte endogamia, il costume di contrarre matrimonio esclusivamente all'interno del proprio gruppo sociale locale. Ma per effettuare tale ricerca c'era bisogno degli alberi genealogici di tutta la popolazione.
Lavoro, quest'ultimo, svolto dallo scrittore carlantinese Girolamo Iosa che ha riassunto nel libro «I Cognomi di Carlantino», pubblicato nel 2002, la ricognizione di 563 famiglie per un albero lungo circa 1 chilometro e 200 metri. Al termine dell'incontro hanno precisato che la ricerca non è ancora terminata. Da metà luglio, infatti, riprenderanno ulteriori esami ai quali la popolazione carlantinese si sottoporrà per agevolare il buon esito dello studio.

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