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Sabato 23 Settembre 2017 | 05:49

Fratelli scomparsi, il vescovo media

La mediazione della diocesi garantita da mons. Paciello, che ha reso pubblico il suo numero di cellulare. Tra le unità cinofile della Forestale, anche un vero lupo partecipa alle ricerche
BARI - Il vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, nel barese, monsignor Mario Paciello si offre come mediatore per assicurare l'anonimato a chiunque abbia notizie utili per il ritrovamento dei fratellini di Gravina in Puglia, Francesco e Salvatore di 13 e 11 anni, misteriosamente scomparsi da lunedì 5 giugno. Il vescovo dichiara di rendersi disponibile a ricevere informazioni o ad andare a prendere i bambini ovunque si trovino.
Per contattarlo ha fornito il suo numero privato di cellulare (335/8275685) e ha indicato anche il numero dell'episcopio di Gravina (080/3251111), chiedendo che siano diffusi.

Monsignor Paciello ha voluto spiegare i motivi della sua scelta: «Ho deciso di offrirmi e di diffondere i miei recapiti perchè può esserci qualcuno che non vuole esporsi per particolari motivi di segretezza. Se ha delle indicazioni utili da dare, può rivolgersi tranquillamente a me». Quanto alla sorte dei due ragazzi il vescovo afferma di pensare «che siano vivi. Non voglio e non posso perdere questa speranza, anche se non ho elementi per essere sicuro».

Nei giorni scorsi il presule aveva raccolto in una lettera aperta a Francesco e Salvatore, letta nella Cattedrale di Gravina al termine della marcia di speranza e solidarietà, quelli che definisce «i sentimenti inespressi dei bambini». La lettera era stata distribuita alle famiglie, con l'invito di firmarla e inviarla al presidente della Repubblica.
Lunedì a Gravina si svolgerà una fiaccolata di solidarietà per Ciccio e Salvatore organizzata da varie associazioni di vario orientamento religioso. «E' una fiaccolata ecumenica in segno di partecipazione della comunità cittadina alla vicenda. Mi auguro che da queste manifestazioni nasca un maggiore senso di solidarietà, si rafforzi la consapevolezza del valore della vita e della preziosità dei bambini e dei rischi che corrono nella società in cui vivono, specie se li lasciamo soli. Anche se per la vicenda specifica - conclude - non mi illudo che si possa ottenere nulla di concreto».

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