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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 15:06

Puglia, passa Ddl che apre alle unioni solidaristiche o di fatto

Il presidente della commissione, Dino Marino, rassicura: «La nostra legge organica sostiene le famiglie». Ma il centrodestra è sul piede di guerra e, compatto, garantisce ostruzionismo in Consiglio regionale perché - sostengono i leader dell'opposizione - stanno facendo della regione «un vero laboratorio nazionale sui pacs»
BARI - La maggioranza di centrosinistra si presenta compatta dopo l'approvazione nella terza commissione del Consiglio regionale della Puglia del ddl sul sistema integrato dei servizi sociali che apre alle unioni solidaristiche o di fatto. «Questa è una legge che ha avuto un percorso di ascolto straordinario» - ha detto il presidente della commissione Dino Marino. «Polarizzare lo scontro ideologico solo sull'articolo 22 - ha aggiunto - è un grande imbroglio perchè noi vi dimostriamo come in realtà la nostra legge organica sostiene le famiglie intervenendo più specificatamente laddove si presenta il bisogno».
L'assessore Elena Gentile ha sottolineato che le famiglie pugliesi avranno a disposizione 26 milioni e mezzo di euro. «Senza considerare - ha continuato l'assessore - tutti gli interventi rivolti alle politiche sociali, per gli asili nido, per esempio». Anche i commissari della Margherita, Pina Marmo e Giacomo Olivieri, si ritengono molto soddisfatti della legge. «Questa è una svolta per la Puglia - ha detto Marmo - che avrà una legge organica sui servizi sociali, che non sposta assolutamente quello che già esiste da tempo nei Comuni, il riconoscimento cioè dell'accesso ai diritti per le famiglie di fatto».
Olivieri ha sottolineato che il governo Vendola ha dimostrato grande disponibilità di dialogo e non esiste nemmeno l'ombra di un dissenso all'interno della maggioranza. Per Antonio Maniglio (Ds) «questa destra ha alzato muri ideologici e pregiudizi su una questione di sacrosanti riconoscimenti di diritti. Estendere a tutti i servizi sociali - ha continuato - è una questione di uguaglianza e poi il nostro sistema di welfare irrobustisce le politiche in favore delle famiglie molto più di quanto non abbia fatto il centrodestra con la singola legge 5».

CENTRODESTRA: SU UNIONI DI FATTO OSTRUZIONISMO IN CONSIGLIO REGIONALE COMMISSIONE APPROVA DDL SERVIZI SOCIALI CHE APRE A UNIONI CON VINCOLI SOLIDARISTICI
Il centrodestra è sul piede di guerra dopo l'approvazione del ddl sui servizi sociali che apre in Puglia alle unioni con vincoli solidaristici. L'opposizione garantisce ostruzionismo in Consiglio regionale al momento della discussione del ddl. Gli esponenti dell'opposizione nella terza commissione in cui è passato il ddl - i capigruppo Angelo Cera (Udc), Rocco Palese (Fi), Michele Saccomanno (An), Giammarco Surico (Misto), con i consiglieri di An Piero Lospinuso e Sergio Silvestris - hanno tenuto una conferenza stampa. «Abbiamo chiesto in ogni modo - hanno detto - di conoscere quale legge nazionale o regionale precluda alle persone l'accesso universalistico ai servizi sociali, indipendentemente dal sesso, stato giuridico o matrimonio. Non ci hanno risposto».
Il centrosinistra ha esteso il campo di applicazione dei servizi sociali richiamando una norma che non c'entra niente, il Dpr 223/1989 sull'anagrafe dei residenti, art. 4, che individua la famiglia anagrafica. Non c'era nessuna necessità, se non ideologica, di far partire in Puglia quello si rivela un vero laboratorio nazionale sui pacs». In Consiglio «non faremo sconti a nessuno» - hanno ribadito.
L'opposizione rimarca anche che «gli equilibri interni della maggioranza sono saltati quando la sinistra ha imposto i muscoli, mortificando la Margherita».
Il centrodestra, che riteneva necessaria una legge ad hoc sulla famiglia e non nel ddl sui servizi sociali, ritiene di aver «smascherato» la maggioranza. «Tra i beneficiari della legge del centrosinistra pugliese ci sono le unioni solidaristiche, insomma, le coppie di fatto, le politiche sociali sono estese alle convivenze - è stato osservato -. Qui la Margherita cambia completamente rotta rispetto a quella nazionale: a Roma chiedono norme specifiche a sostegno della famiglia, in Puglia si cancellano quelle esistenti, declassando la famiglia».

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