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Sabato 23 Settembre 2017 | 14:55

Spedizione in Antartide, il racconto d'un pugliese

Mario Greco, barese, maggiore pilota dell'Aeronautica militare e assegnato al 36° Stormo di Gioia del Colle, ha partecipato alla XXI Spedizione in Antartide. Una ambiziosa missione che è il fiore all'occhiello del «sistema ricerca» del nostro Paese e i cui risultati sono stati presentati ieri, a Roma, dal Consorzio per l'Attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide
BARI - «Ciò che lascia senza fiato non è il freddo, anche se stavamo a -20°C, ma il paesaggio. L'Antartide è incredibile. Ci ho passato 50 giorni e non è mai stata notte. Non c'era un solo filo d'erba e c'erano orche e pinguini. Farò senz'altro domanda per tornarci». Mario Greco, barese, maggiore pilota dell'Aeronautica militare e assegnato al 36° Stormo di Gioia del Colle, s'è innamorato del luogo più inospitale della Terra. Al Polo aveva un compito vitale (letteralmente), ovvero garantire - assieme ai suoi colleghi aeronautici - i collegamenti aerei della XXI Spedizione in Antartide. Una ambiziosa missione che è il fiore all'occhiello del «sistema ricerca» del nostro Paese e i cui risultati sono stati presentati ieri, a Roma, dal Consorzio per l'Attuazione del Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra Scrl), di cui fanno parte gli enti di ricerca Enea, Cnr, Ogs e Ingv.
«Per la campagna di ricerca - racconta Greco - avevamo a disposizione 4 elicotteri e 2 aeroplani. Non si trattava di velivoli dell'Aeronautica ma di mezzi presi a noleggio dal Consorzio. Tutta la parte pianificativa e organizzativa era compito nostro. E l'Antartide è un continente dove, senza aereo, è impossibile pensare di spostarsi per più di un chilometro dalla base di Baia Terra nuova».
Con una gigantografia del suo bambino nell'alloggio e con l'umore tenuto alto dai cuochi campani («abbiamo mangiato benissimo. La fama dei cuochi attraeva ricercatori internazionali che, guarda caso, atterravano sempre verso l'ora dei pasti», dice Greco), il 40enne barese ha potuto mettere a frutto tutto ciò che ha imparato in Aeronautica. «Un lavoro impegnativo - spiega - diviso su turni di 12 ore, ma ci tornerei, anzi, se ne avrò la possibilità, ci tornerò».
«Sono arrivato lì dopo circa 4 giorni di viaggio - dice Greco - a ottobre 2005. Sono ripartito a dicembre 2005. Per cui ho fatto la cosiddetta apertura della base. Questa, infatti, è chiusa durante l'inverno antartico perché le condizioni sono estreme ed è sempre buio. Con l'estate antartica, che inizia a ottobre e finisce a fine febbraio, si apre la base italiana. Sono i mesi migliori. Una volta abbiamo raggiunto addirittura gli 0°C. Ora ci sono -40°C. E anche se sembra tanto, bisogna sottolineare che la temperatura minima in Antartide, che poi è la temperatura minima mai registrata in ambiente naturale, è stata di -89,2°C ed è stata registrata in una base russa di Vodstok».
«Anche da un punto di vista umano questa spedizione è stata un'esperienza molto ricca - conclude il barese - Non c'è la tv e non si può uscire, perciò abbiamo fatto lunghe, lunghissime chiacchierate. E' stato bello avere la possibilità di conoscere ricercatori d'ogni parte del mondo. Confrontarsi con altre realtà».
Grazie al contributo di professionisti come Mario Greco - tra gli altri, val la pena ricordare anche la partecipazione alla spedizione del pugliese, capo Antonio Nuzzello, dei Comsubin della Marina Militare - sono state effettuate scoperte eccezionali. Per esempio, durante la campagna geofisica, sono stati scovati enormi vulcani di fango sottomarini, con diametro fino a 3 km e un'altezza di circa 100 metri. E, ancora, carotaggi che permetteranno di risalire nel tempo di migliaia di anni per scoprire quali cambiamenti climatici si sono avvicendati sulla Terra.
Infine, due indicazioni per i curiosi che volessero saperne di più. I dettagli della spedizione sono stati pubblicati sul sito ufficiale del consorzio: www.pnra.it. Mentre sul sito Internet dell'Aeronautica (www.aeronautica.difesa.it) c'è un interessante diario scritto da Mario Greco e da due suoi colleghi.
Marisa Ingrosso

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