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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 16:51

Energia in Puglia: la sfida è lanciata

Alla fine del confronto si è riscontrato un giudizio complessivo sicuramente positivo sul piano energetico pugliese, sebbene Legambiente abbia rilevato la necessità di alcuni correttivi
BARI - Si è svolto lunedì pomeriggio il convegno regionale organizzato dalla Legambiente Puglia su «La sfida dell'energia in Puglia, gli obiettivi del Pear e il Protocollo di Kyoto. Le proposte di Legambiente per un modello energetico moderno, pulito e distribuito». Hanno aperto i lavori l'on. Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, e Paride De Masi, Amministratore Delegato Gruppo Italgest, presentando il progetto di centrale fotovoltaica più grande del mondo da 11 MW, che sarà realizzato nell'area industriale di Brindisi.
Sono intervenuti: Michele Lamacchia, Presidente ANCI Puglia, Francesco Tarantini, Presidente Regionale della Legambiente Puglia, Duccio Bianchi e Rodolfo Pasinetti dell'Istituto di Ricerche Ambiente Italia, Sergio D'Alessandris, Presidente Assolterm, Simone Togni, Segretario Generale Anev, Pietro Lecce, Jonica Impianti. Hanno concluso Michele Losappio, Assessore all'Ecologia della Regione Puglia e Francesco Ferrante, Direttore Generale Legambiente.

Alla fine del confronto si è riscontrato un giudizio complessivo sicuramente positivo sul piano energetico pugliese, sebbene l'associazione non abbia mancato di rilevare la necessità di alcuni correttivi soprattutto sui temi della riduzione dei consumi, del contributo energetico proveniente dalle fonti fossili (carbone in testa) e su procedure più snelle per lo sviluppo delle fonti rinnovabili per raggiungere gli obiettivi previsti dal protocollo di Kyoto.

«Nell'immediato - ha dichiarato Francesco Tarantini, Presidente Regionale della Legambiente Puglia - chiediamo: di approvare subito i provvedimenti previsti dal Pear per le rinnovabili e il risparmio energetico ossia solare termico obbligatorio, linee guida per l'eolico, certificazione energetica degli edifici (in primo luogo); che la Regione faccia da garante nei confronti dei progetti di rigassificatori, della VIA e della informazione dei cittadini per garantire sulla qualità, la sicurezza e la compensazione ambientale degli impatti; ed infine di fissare subito la riduzione delle emissioni prevista dal piano in modo da orientare le decisioni sulle scelte, sui progetti e riconvertire le centrali a carbone e meno efficienti».

Sul fronte della domanda energetica Legambiente chiede uno sforzo alla Regione perchè si faccia protagonista, nei confronti dei Comuni, nella definizione di criteri generali che indirizzino regolamenti edilizi e urbanistici che consentano risparmi energetici e consumi più efficienti.
Sull'offerta energetica Legambiente chiede obiettivi decisamente più coraggiosi su quanto riguarda l'approviggionamento energetico da fonti fossili, a cominciare dal carbone. Sulle fonti rinnovabili, Legambiente saluta con soddisfazione la prospettiva di incrementare cospicuamente il ricorso all'energia pulita e propone l'adozione di chiari strumenti di pianificazione dell'eolico a livello regionale (e non comunale come previsto dal piano) che diano regole a un processo che rischia, altrimenti, di creare disequilibri e degrado paesaggistico. Infine, Legambiente condivide inoltre la volontà di semplificare le procedure autorizzative per gli impianti di minieolico e l'obbligatorietà del solare termico su tutte le nuove costruzioni o ristrutturazioni.

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