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Martedì 26 Settembre 2017 | 18:25

Gravina - La pioggia ferma le ricerche

Per il sesto giorno a vuoto gli sforzi degli investigatori e delle unità specializzate della Protezioen civile per ritrovare Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 11 anni, scomparsi la sera del 5 giugno scorso
Francesco e Salvatore i due fratellini scomparsi a Gravina GRAVINA IN PUGLIA (Bari) - Si è consumato nell'attesa e in una domenica piovosa il sesto giorno di ricerche dei due fratellini, Francesco e Salvatore Pappalardi, di 13 e 11 anni, scomparsi la sera del 5 giugno scorso dopo essere usciti dalla casa del padre dicendo che andavano a giocare. La pioggia divenuta scrosciante nel corso della giornata ha indotto nel pomeriggio a sospendere le ricerche che da giorni vengono compiute nel bosco vicino al paese, nei pozzi e nelle cisterne.
Ormai ad essere battuto è un territorio che sconfina i limiti comunali, ma ancora non c'è alcuna traccia dei due ragazzini. A Gravina in Puglia e nei dintorni oltre a parte del bosco e della vasta frattura naturale a ridosso della città, sono stati ispezionati grotte, anfratti, ed una ventina di pozzi con i sommozzatori dei carabinieri e del Corpo nazionale del soccorso alpino.
Ma l'impresa è improba, nella zona sono innumerevoli le cisterne, le cavità, le aree boschive e controllarle tutte in un raggio così vasto può richiedere mesi. Per questo chi conduce le ricerche spera che al più presto si trovi una pista più circoscritta. Pista che, purtroppo, ancora gli investigatori non hanno.

In mattinata il Questore di Bari, Francesco Gratteri, ha partecipato a Gravina ad una riunione con il capo della Squadra mobile, Luigi Liguori ed il dirigente del commissariato, Antonio Saponaro. Uscendo ha confermato ai giornalisti che al momento «non si può escludere ancora nessuna ipotesi». Le piste sono quindi tutte aperte, «ci sono attività in corso - ha detto - e speriamo di raccogliere una traccia che dia un indirizzo alle indagini».
Gli investigatori confermano che anche i genitori dei bambini, separati da anni, e la famiglia stanno collaborando e che vengono ascoltati e consultati di continuo. Nel primo pomeriggio, infatti, ancora una volta il padre dei ragazzi, Filippo Pappalardi, ha raggiunto il Commissariato con la sua compagna e si è trattenuto per alcuni minuti. All'uscita, ai giornalisti che lo hanno avvicinato ha solo detto: «non ci sono novità». La scorsa notte Pappalardi aveva sperato in una svolta quando (mentre ancora si trovava nel Commissariato) una segnalazione, rivelatasi poi infondata, aveva indicato la presenza dei due bambini alla periferia del paese. Anche stamattina si era accesa qualche speranza, quando, durante una perlustrazione in una casa abbandonata in una zona diroccata del paese, i ricercatori avevano trovato su un giaciglio improvvisato un paio di scarpe ed una tuta. Un sopralluogo della Polizia scientifica e di unità cinofile ha però escluso qualsiasi relazione con i bambini.
Domani mattina arriverà in paese il Pubblico Ministero che conduce l'inchiesta, Antonino Lupo, e le ricerche, se il tempo lo consentirà, riprenderanno.
Gli investigatori continuano a scavare nella vita travagliata della famiglia Pappalardi nell'ipotesi (che è ancora la più accreditata) che i ragazzini siano scappati perché contrari all'affidamento al padre deciso dal giudice e che qualche adulto li stia aiutando. È una pista ma è soprattutto una speranza.

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