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Venerdì 22 Settembre 2017 | 19:12

«Tornate a casa»

Un migliaio di persone, tante mamme col carrozzino ma anche tanti scolari, ha partecipato al corteo di solidarietà promosso dalla scuola media frequentata da Francesco e Salvatore, i due fratellini scomparsi da oltre cinque giorni a Gravina, nel Barese
BARI - Un migliaio di persone, tante mamme col carrozzino ma anche tanti scolari, ha partecipato al corteo di solidarietà promosso dalla scuola media frequentata da Francesco e Salvatore, i due fratellini scomparsi da oltre cinque giorni a Gravina. «Tornate presto» , «Vi aspettiamo», «Insieme per dimostrarvi il nostro affetto», sugli striscioni tanti messaggi spontanei come avevano scritto sulle lavagne della scuola media «Benedetto XIII» i compagni di classe dei due fratellini. Il corteo, promosso spontaneamente dall'istituto scolastico che ha esteso l'invito a partecipare alle altre scuole cittadine, è partito da via Libertà nei pressi della scuola per raggiungere la cattedrale dove è previsto un intervento del vescovo di Altamura e Gravina, mons. Mario Paciello. Al corteo hanno partecipato anche il padre dei due fratellini e l'attuale compagna. Gravina - Corteo bambini scomparsi
Durante il percorso il corteo per i due fratellini scomparsi a Gravina si è progressivamente ingrossato ed altre persone con altri striscioni si sono uniti alla manifestazione. «Ciccio, Salvatore - si legge su un grande telo - da quando siete scomparsi i nostri cuori sono bruciati dal dolore». Avvicinato dai giornalisti il padre, che partecipa al corteo, non ha voluto rilasciare dichiarazioni limitandosi a dire «l'importante è che tornino a casa».

VESCOVO SCRIVE LETTERA-APPELLO. LETTA IN CHIESA E INVIATA ANCHE A NAPOLITANO
«Tornate presto, per gridare con noi e con tutti i bambini del mondo: Non alzate le mani contro i bambini, non rubateci l' infanzia». E' uno dei passaggi finali di una lettera a Francesco e Salvatore scritta dal vescovo di Gravina, mons.Mario Paciello, che è stata letta in chiesa e che verrà inviata anche al presidente della Repubblica. Mons.Paciello ha chiesto ai bambini e ai genitori che hanno partecipato alla preghiera in Cattedrale di firmarla per far sentire la loro solidarietà e il loro desiderio che i due compagni tornino a casa.
Nella lettera si dice tra l' altro, «dopo cinque giorni di febbrili ricerche in tutte le direzioni con tutte le forze e i mezzi a disposizione, di voi ancora nulla». «Più passano i giorni più le domande si fanno angosciose, più i timori diventano paure». La lettera si conclude con una serie di invocazioni a difendere i bambini, metterli al primo posto, dedicare loro tempo, cura e amore. «Non rubateci l' infanzia - ha detto in conclusione, dateci il tempo di crescere, di entrare nella vita, di gustare la gioia di essere semplicemente bambini».

IL SINDACO DI GRAVINA: E' UNA FAIDA FAMILIARE
«E' una faida familiare, è una famiglia disgregata, tutto qui. Sono ottimista, i bambini sono protetti da qualcuno. Quanto accaduto è solo il frutto della disgregazione familiare». Lo ha detto il sindaco di Gravina in Puglia, Rino Vendola, lasciando la Cattedrale dopo la cerimonia religiosa che ha concluso la manifestazione delle scuole di Gravina di solidarietà nei confronti dei due fratellini scomparsi da cinque giorni. Durante la celebrazione, il sindaco era intervenuto dopo il vescovo rivolgendo tra l' altro la solidarietà «alla famiglia che sta soffrendo».
«Mi rivolgo ai ragazzi - ha detto ancora - cercate di aiutare i vostri papà e le vostre mamme che coltivano la famiglia, aiutateli a non disperdere questo patrimonio di amore». Durante la cerimonia si sono stati momenti di commozione quando il preside della scuola dei due ragazzi, Giacomo Manfredi, ha ricordato l' ultima volta che li ha visti a scuola. «Francesco e Salvatore erano arrivati tardi lunedì mattina a scuola. Non dimentico il sorriso di Salvatore mentre mi chiedeva il permesso di entrare anche se in ritardo; sono alunni esemplari». «Se fuga c' è stata - ha detto ancora - speriamo che ci sia un ravvedimento, è un appello che io rivolgo perchè tra pochi giorni Francesco dovrà fare gli esami di terza media che cominciano il 15 giugno e non possono essere rinviati».

IL PRESIDE: SPERIAMO IN RAVVEDIMENTO
«Se fuga c'è stata speriamo che ci sia un ravvedimento». Lo ha detto il preside della scuola media Benedetto XIII di Gravina in Puglia, in provincia di Bari, Giacomo Manfredi, intervenendo durante il momento di preghiera tenutosi nella cattedrale della città murgiana al termine del corteo che ha chiesto il ritorno a casa di Francesco e Salvatore, 13 e 11 anni, scomparsi da lunedì.
«E' un appello che rivolgo -ha spiegato- perchè tra pochi giorni Francesco dovrà fare gli esami di terza media che cominciano il 15 giugno e che non possono essere rinviati». Il preside ha ricordato che lunedì mattina, lo stesso giorno della scomparsa, i due ragazzini sono giunti in ritardo a scuola e ha detto «di non poter dimenticare il volto di Salvatore mentre chiedeva di entrare anche se in ritardo. Sono alunni esemplari», ha concluso. Durante le parole del preside il padre dei due piccoli, presente in chiesa, è scoppiato a piangere.

RICERCHE E INDAGINI
Oggi verranno ispezionati 5 pozzi che si trovano nel territorio circostante da parte di volontari del Soccorso Alpino e Speleologico pugliese ma continueranno le ricerche anche da parte di sommozzatori di Polizia e carabinieri nei bacini naturali e artificiali, nuclei cinofili delle stesse Forze e del Corpo Forestale dello Stato nel bosco Difesa Grande e da parte di volontari della Protezione civile.
I controlli si estendono anche nelle città vicine, specialmente a Santeramo in Colle dove risiede la madre. Per quanto riguarda le indagini sembra rafforzarsi l'ipotesi di qualcuno, probabilmente un adulto, che li protegge. Intanto si è appreso che le nuove foto che la Polizia ha promesso di distribuire, si riferiscono alla festa della prima comunione di un loro amico alla quale hanno partecipato i due ragazzini il giorno prima della scomparsa.
Si spera che qualche elemento interessante possa emergere dalle immagini delle telecamere poste all'esterno di due banche che si trovano nei pressi dell'abitazione in via Casale dove abitano i due ragazzini.

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