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Venerdì 22 Settembre 2017 | 17:27

Dissequestrato l'inceneritore di Taranto

L'ha deciso il locale tribunale del Riesame, revocando il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale ionico il 24 maggio scorso
TARANTO - Il tribunale del Riesame di Taranto (presidente Di Todaro, a latere Chiarelli e Romano) ha dissequestrato l'inceneritore cittadino dei rifiuti, revocando il provvedimento di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale ionico il 24 maggio scorso. Il giudice ha inoltre disposto che la struttura sia restituita alla "Termomeccanica ecologia", società capofila di un'associazione di imprese che gestisce l'inceneritore stesso. Secondo il tribunale del Riesame l'impianto non inquina più e quindi ha accolto il ricorso presentato dall'avvocato Enzo Vozza per conto della "Termomeccanica", che già nei giorni scorsi aveva ottenuto la facoltà d'uso dell'impianto.
Il giudice delle indagini preliminari aveva a suo tempo convalidato un sequestro preventivo di urgenza disposto il 16 maggio dal pubblico ministero Mariano Buccoliero sulla base di una serie di accertamenti eseguiti dalla Guardia di Finanza. Da quegli accertamenti era emerso che l'inceneritore aveva superato i limiti fissati dalla legge per alcuni elementi inquinanti nel periodo dal 2001 al 2005. Di conseguenza due dirigenti della "Termomeccanica" erano stati anche iscritti nel registro degli indagati con l'ipotesi di reato di "getto pericoloso di cose" e della violazione di una legge a tutela dell'ambiente.
Decidendo di dissequestrare l'impianto, il tribunale del Riesame ha ritenuto «accertato il superamento dei valori limite di emissione dell'impianto al più sino all'ottobre 2005», rilevando che da allora al periodo dell'esecuzione del sequestro preventivo (maggio 2006) l'inceneritore «è stato adeguato alle condizioni previste dal decreto legislativo 133/05, tanto da aver ottenuto l'autorizzazione definitiva all'esercizio dell'attività di smaltimento di rifiuti urbani» da parte del commissario delegato per l'emergenza in materia di rifiuti in Puglia.
Il tribunale ha inoltre considerato che nei sette mesi successivi all'ottobre 2005 «nulla sia stato rilevato in ordine ad eventuali violazioni di limiti di emissioni inquinanti in atmosfera». Tant'è, aggiunge il Riesame, che il 19 maggio il pubblico ministero autorizzò a rimettere in funzione l'impianto di smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Taranto «in modo da stabilire l'entità delle emissioni inquinanti nonchè la funzionalità dell'impianto».
I giudici del Riesame hanno quindi stabilito che «deve escludersi la sussistenza e l'attualità di un concreto pericolo che l'esercizio dell'impianto possa comportare un superamento dei limiti consentiti di emissioni inquinanti con conseguente pericolo di compromissione dell'ambiente circostante e della salute pubblica».

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