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Mercoledì 20 Settembre 2017 | 00:38

«Scapperemo», da minaccia a realtà

Francesco e Salvatore, i due fratellini scomparsi da circa due giorni dalla loro casa di Gravina in Puglia lo avevano detto spesso. Non volevano stare con il papà come stabilito dal giudice
Francesco e Salvatore i due fratellini scomparsi a Gravina
GRAVINA IN PUGLIA (BARI) - Dopo che il giudice, una ventina di giorni fa, li aveva affidati definitivamente al padre, Francesco e Salvatore, i due fratellini di 13 e 11 anni scomparsi da circa due giorni dalla loro casa di Gravina in Puglia, avevano confidato in almeno due occasioni a loro parenti quello che avrebbero fatto: «Noi scapperemo, scapperemo». Reagirono così - dicono alcune fonti - perchè volevano essere affidati alla loro mamma e non al padre, il quale vive con una donna che ha tre figli.
Il 5 giugno scorso i due fratellini hanno, evidentemente, messo in atto il loro piano e, senza nè un soldo nè un telefonino, si sono allontanati da casa facendo perdere le proprie tracce.
Il padre, autotrasportatore di carburanti di 40 anni, ha subito segnalato la scomparsa alla polizia, alla quale ieri ha presentato la denuncia. Quello che emerge dalle indagini che polizia e carabinieri hanno finora compiuto è che i due ragazzini vogliono essere affidati alla loro mamma, una casalinga quarantunenne che da qualche tempo vive con un sessantenne, padre del titolare della pizzeria nella quale la donna ha lavorato per qualche tempo. Con la donna, in un'abitazione di Santeramo in Colle, vive la primogenita della coppia, che ha 15 anni e che il giudice ha affidato alla donna.
Durante le audizioni dinanzi al giudice civile per l'affidamento - a quanto è dato sapere - la mamma dei piccoli avrebbe detto che desiderava che i due figlioli le venissero affidati, così come è successo per la primogenita; circostanza questa sottolineata anche dal suo convivente che avrebbe detto di essere assolutamente favorevole a tenere nella sua abitazione i due fratellini, anche per evitare che la loro mamma li vedesse solo la domenica, così come aveva già deciso il giudice.
Da quanto si è finora saputo, i due ragazzini hanno avuto un'infanzia non facile perchè i loro genitori sono di fatto separati da una decina di anni e, a causa della separazione, Francesco e Salvatore, prima di essere affidati al padre, hanno vissuto per circa cinque anni in collegio.

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