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Giovedì 21 Settembre 2017 | 16:17

Bari - Cellulari "taroccati" dall'Asia

Maxi operazione del Nucleo polizia tributaria della Guardia di finanza: sequestrati 50 mila pezzi (fra telefoni e ricambi). Denunciate 19 persone che importavano falsi Nokia
BARI - Un'organizzazione malavitosa che importava dalla Cina, da Hong Kong e Paesi dell'area asiatica telefoni cellulari perfettamente contraffatti e li immetteva sul mercato italiano è stata scoperta da militari del Nucleo regionale Polizia tributaria Puglia della Guardia di finanza di Bari, che hanno inoltre denunciato 19 persone e sequestrato 50mila pezzi, fra telefoni e accessori.
I pezzi contraffatti sono stati sequestrati durante 15 perquisizioni fatte in Puglia, Lombardia, Emilia Romagna e Veneto. Guardia di finanza - Cellulari falsi Nokia dall
A quanto si è saputo si tratta di copie «di inverosimile precisione» dei telefonini Nokia e la scoperta ha allarmato la casa produttrice danneggiata che ha messo a disposizione personale qualificato per fornire consulenza tecnica e fornire perizie.

La scoperta del giro di contraffazione - hanno reso noto gli investigatori - costituisce il primo caso in assoluto in Italia, e il primo in Europa per il gran numero di pezzi sequestrati. A quanto si è saputo le indagini, che si sono protratte per sei mesi, hanno consentito di mascherare la frode e ricostruire tutti i passaggi tra le società, con sedi in varie regioni italiane, che provvedevano ad importare i prodotti falsificati dalla Cina, da Hong Kong e da altri Paesi dell'area asiatica, ma anche da alcuni stati europei, ed a distribuirli sul mercato nazionale.
Le illecite attività in materia di contraffazione dei marchi di prodotti industriali hanno raggiunto livelli di precisione molto alti tanto da riuscire a riprodurre in questa circostanza - è stato reso noto - in modo pressoché identico all'originale l'ologramma creato dalla nota casa produttrice di telefoni cellulari Nokia che, per tutelarsi dal fenomeno della clonazione, li applica sulle batterie per prodotti di ultima generazione.
Ed anche il "blister" che consente di "confezionare" i cellulari trae in inganno. Gli articoli contraffatti - secondo gli investigatori - non hanno ovviamente i requisiti minimi di qualità e sicurezza previsti dalla normativa in materia. Tra i circa 50.000 articoli sequestrati ci sono anche alcuni modelli di telefonini «rigenerati». Si tratta, come è stato accertato dagli investigatori delle Fiamme Gialle, di apparecchi usati, che hanno ormai completato il loro ciclo vitale, da tempo fuori produzione, ma che, per l'elevata richiesta di mercato, hanno costituito un vero e proprio "business" parallelo.
L' organizzazione malavitosa - è stato accertato - riusciva ad importarli già "rigenerati" dai Paesi orientali o era in grado, per proprio conto, di sostituire le componenti elettroniche esaurite, e riconfezionare il tutto con un nuovo cover, scatola, libretto d'istruzioni, accessori ed un nuovo codice "Imei", tutto contraffatto, e riproporli sul mercato "come nuovi" ed a prezzi spesso notevolmente più elevati di quelli ufficiali.

Ovviamente il telefono rigenerato, dal momento che è costituito da materiali scadenti, ha una durata limitata, in qualche caso - è stato accertato - di poche settimane.
Le indagini, che per la loro complessità non sono ancora concluse, sono state coordinate dai Pubblici ministeri Ettore Cardinali della Procura di Trani e Francesco Cavone della Procura di Bari, e hanno consentito, ad oggi, di denunciare 19 persone responsabili dei reati di introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, frode in commercio, vendita di prodotti industriali con marchi mendaci e ricettazione.

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