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Sabato 23 Settembre 2017 | 04:10

«L'Acquedotto pugliese rischia un buco di 20 milioni ?»

L'allarme lo ha lanciato l'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro. Sotto accusa gli oneri derivanti dal prestito pubblico ("bond") emesso dall'ente nel 2004. Si tratta di 250 milioni di euro di esposizione decisi dalla vecchia amministrazione Divella per sostenere gli investimenti infrastrutturali previsti nel triennio 2003-2005 • La replica del sen. Francesco Divella
l BARI - «Un bilancio che, per quanto riguarda la gestione caratteristica, chiude in attivo rischia invece di dover chiudere in passivo per oneri finanziari legati alla gestione del "bond" (prestito obbligazionario - n.d.r.) emesso dall'Aqp nel 2004»: lo ha sottolineato oggi l'assessore al Bilancio della Regione Puglia, Francesco Saponaro, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulla riunione del consiglio di amministrazione dell'Acquedotto pugliese che oggi mette a punto ed approva il bilancio consuntivo da sottoporre poi all'assemblea dei soci e, quindi, alla Regione Puglia, maggior azionista.
Il consiglio di amministrazione dell'Aqp, formato dal presidente, Riccardo Putrella, dall'amministratore delegato, Renato Scognamiglio, e dal consigliere Antonio Domenico Ludovico, dovrà trovare un modo per risolvere i problemi di gestione, soprattutto dopo il faccia a faccia avuto qualche giorno fa con il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che ha dato un vero e proprio ultimatum: o si risolvono i problemi di gestione oppure «l'azionista dovrà trarre le dovute conseguenze».

All'orizzonte, al momento, per Aqp c'è un bilancio in rosso. E la perdita, compresi i costi di ristrutturazione del bond del 2004, viaggerebbe - a quanto si è saputo - verso i 20 milioni di euro. Una situazione provocata - secondo Saponaro - dal bond del 2004 (250 milioni di euro) deciso dalla vecchia amministrazione Divella, un bond legato prevalentemente a titoli pubblici e non ad un fondo azionario.

Il bond fu emesso per sostenere gli investimenti infrastrutturali previsti nel triennio 2003-2005; nel 2018 occorrerà provvedere a far fronte al debito. L'Aqp prevedeva la gestione del fondo di accumulo per la restituzione del bond per il 70% in titoli azionari e per il 30% in titoli pubblici. «Il corso delle azioni è stato però così negativo - ha spiegato Saponaro - da produrre una grossa perdita». Tanto è vero che lo stesso assessore già da tempo ha dato all'Aqp indicazioni di ristrutturazione del bond per portarlo "in sicurezza" attraverso titoli pubblici. Strada che l'Aqp avrebbe intrapreso con trattative tuttora in corso.

Il problema rimane comunque legato al bilancio 2005 che inevitabilmente registrerà le perdite provocate dalla gestione ordinaria; probabilmente, anche il 2006 risulterà appesantito dai costi della ristrutturazione del "bond".
Il consiglio di amministrazione dell'Aqp, i Comuni e rappresentanti della società di revisione dei conti stanno quindi verificando in queste ore l'allocazione delle perdite.

Alla Regione sono in tanti a far notare che gli enti pubblici sono tenuti ad usare prudenza quando ci sono operazioni di questo genere e l'Aqp, essendo una società per azioni, non avrebbe proprio tenuto conto di questi criteri di prudenza: invece di essere esposto al corso azionario deve ora provvedere alla ristrutturazione, o meglio alla rinegoziazione, del bond e alla organizzazione con una gestione finanziaria più sicura.

Ma al di là dei conti che destano, ovviamente, preoccupazioni, la Regione dovrà valutare nei prossimi giorni i ritardi che si sono accumulati per quanto riguarda i cantieri previsti dal piano d'ambito e che non potrebbero essere aperti per mancanza di progettualità (un esempio per tutti i dissalatori), di qui la necessità di trovare un accordo tra Regione, Ato e Anci e Aqp per spostare i soldi a disposizione verso i progetti esecutivi dei Comuni che riguardano acqua e fogna.
L'ultima parola spetta però all'Unione Europea che dovrà approvare il trasferimento dei fondi da un capitolo di opere all'altro. Regione, Aqp e Ato, stanno quindi lavorando per il rispetto del cronogramma che riguarda gli interventi legati al Por 2000-2006: domani ci sarà un altro incontro per monitorare quali interventi sono da ritenere effettivamente realizzabili e quindi potranno essere rendicontati entro il 2008 fra quelli previsti per ottenere i finanziamenti (la quota complessiva di fondi a disposizione ammonta a 391 milioni di euro).

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