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Martedì 26 Settembre 2017 | 02:07

A Lecce il n° 1 dell'Antimafia

Il procuratore capo della Dna, Piero Grasso, alla tappa pugliese di "Verso il sud", il progetto del ministero dell'Interno sulla "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia"
Mafia, cattura Provenzano: il ministro Pisanu (Interno) ed il procuratore nazionale antimafia Grasso LECCE - «Noi, insieme alle forze dell'ordine, cerchiamo di combattere con tutte le nostre forze per dare maggiore sicurezza ai cittadini, ma abbiamo bisogno che ciascuno di voi collabori nella ricerca della legalità, facendo tutti il proprio dovere». Lo ha detto il procuratore della Dna (Direzione nazionale antimafia), Piero Grasso, in occasione della tappa pugliese di Verso il sud, il progetto del ministero dell'interno sulla "Sicurezza per lo sviluppo del Mezzogiorno d'Italia".
Grasso, in particolare, ha rivolto il messaggio a centinaia di ragazzi delle scuole del Salento che hanno aderito al concorso "Legalandia", promosso dall'Associazione "Donne insieme". Nell'occasione ha ricordato Giovanni Falcone, che «è qualcosa - ha detto - che ha segnato, segna e continuerà a segnare la mia vita». «Ricordo sempre - ha proseguito Grasso - una frase che lui disse al pentito Buscetta, quando questi nel momento in cui faceva le sue dichiarazioni disse: guardi che con queste cose noi finiremo ammazzati, la mafia un giorno ci farà pagare il conto. Il conto glielo ha fatto pagare. Ma Falcone rispose immediatamente: non importa, ci saranno altri magistrati che continueranno».
«Noi - ha proseguito - siamo a continuare nella memoria di Falcone per i valori che rappresenta, non solo per noi magistrati, ma soprattutto per i giovani, per i ragazzi. Sono dei valori che servono per affrontare la vita in tutte le sue manifestazioni, sono valori di giustizia, di libertà, di democrazia». «Falcone - ha concluso Grasso - ci ha dato come uomo e come magistrato, l'insegnamento della massima professionalità e del rispetto della legge. Nella sua memoria vedo il nostro lavoro come una carica di cavalleria, che forse ho visto in qualche film da bambino, in cui c'è un alfiere che porta la bandiera e viene colpito e immediatamente c'è un altro dietro che afferra quella bandiera e continua la carica. Questa è l'immagine che mi piace rappresentare per il nostro lavoro».
Grasso ha ritirato il premio "Renata Fonte" assegnato da "Donne insieme" a personalità che si sono distinte nell'affermazione dei valori della sicurezza e della legalità. Tra gli altri premiati c'era il ministro della Sanità, Livia Turco (assente).
Nel corso della manifestazione sono stati consegnati riconoscimenti a studenti distintisi in elaborati sulla legalità.

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