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Venerdì 22 Settembre 2017 | 13:51

È pugliese la prima «marine» d'Italia

Delle due Lagunari che hanno partecipato, a Brindisi, al corso di integrazione anfibia, soltanto Silvia Di Siervi, di Galatina (Lecce), ha superato le dure prove selettive. Nulla da fare per la sua collega, la brindisina Rosaria Tortora
Il caporalmaggiore Silvia Di Siervi, fuciliere nei Lagunari BARI - Entrambe pugliesi, entrambe soldatesse in gamba, ma soltanto una, oggi, ha avuto l'attestato che l'ha qualificata prima «marine» d'Italia. Per un mese, si sono sottoposte alle severe prove addestrative previste per i membri del Reggimento Lagunari dell'Esercito che aspiravano a far parte della Capacità di proiezione dal mare (neonata realtà interforze che avrà la sua sede nazionale a Brindisi e che riunirà il meglio del Reggimento San Marco della Marina e dei Lagunari). Silvia Di Siervi, di Galatina (Lecce), ha coronato il suo impegno con un risultato premiante. Invece la sua collega, Rosaria Tortora, di Brindisi, non ha superato i rigidi standard ed è stata scartata (ma, per equità, va detto che sono stati scartati anche alcuni suoi colleghi uomini).
All'inizio di maggio le due soldatesse sono arrivate a Brindisi - da Venezia dove ha sede il loro Reggimento - assieme ad un centinaio di colleghi aspiranti «marines». Per la Caserma Carlotto s'è trattato di una novità dalla portata storica giacché nessuna donna prima di allora ne aveva varcato i cancelli in quella veste. A fare gli onori di casa fu l'ammiraglio Michele Saponaro, barese e a capo di Comforsbarc (Forza da sbarco della Marina militare) che comunque, in quell'occasione, annunciò alla «Gazzetta» l'imminente accesso delle donne anche nelle fila della Forza da sbarco.
Quanto al corso, tutti - senza distinzione di "genere" - hanno affrontato le stesse dure prove selettive. Il percorso di perfezionamento, del resto, è stato mirato giacché è stato messo a punto dal Centro di integrazione anfibia (Cia), una sorta di politburo interforze Marina-Esercito costituito ad hoc. Il Cia, per mesi, ha lavorato per rendere omogenee le procedure addestrative delle due organizzazioni. E, tra l'altro, a dirigerlo è stato chiamato il colonnello Emilio Motolese (di Conversano, nel Barese) che è stato comandante dei Lagunari e, in Iraq, ha avuto la responsabilità anche della caporalmaggiore Silvia Di Siervi.
La 24enne salentina ora avrà pochi giorni a disposizione per riposare e certo non perderà occasione per riabbracciare la sua piccola Sara (di un anno) e suo marito, sergente maggiore nei Lagunari, rimasti in Veneto. Già il 5 giugno c'è un nuovo importante impegno: la prima esercitazione congiunta, il primo banco di prova dell'integrazione raggiunta da soldati e marinai.
Marisa Ingrosso

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