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Venerdì 22 Settembre 2017 | 22:48

Truffa a Ue: 14 persone arrestate

Le indagini, avviate circa due anni fa, riguardano un impianto di miticoltura mai entrato in funzione nel Foggiano, il potenziamento delle attrezzature del porto di Termoli e un impianto di maricoltura off-shore nel centro adriatico molisano
LARINO (CAMPOBASSO) - Fatture false, contributi non dovuti e opere mai compiute: questi gli addebiti mossi dalla Procura di Larino nei confronti di 14 persone arrestate, questa mattina, in diverse regioni, tra cui Puglia e Molise, per associazione a delinquere finalizzata alla truffa nei confronti dell'Unione europea. Su ordine del gip di Larino Roberto Veneziano, sono finiti in carcere Francesco Guidotti, armatore; Umberto Gammieri; Giovanni Barone; Enzo Arienti, proprietario dei Cantieri navali di Termoli, e Giacomo Cannarsa, presidente della Cooperativa motopesca di Termoli. I domiciliari, invece, sono stati concessi a Nicola Di Fabio; Mario Ragni, dirigente della Regione Molise; Giovanni Schiavone, sindaco di Lesina (Foggia); suo fratello Francesco Schiavone; Lorenzo Russi, Tommaso Carone; Giampiero Piccorossi e Giuseppe Tavani. Non si conosce, al momento, il nome della quattordicesima persona raggiunta dal provvedimento restrittivo del giudice di Larino.
La quattordicesima ordinanza di custodia cautelare riguarda il barese Giovanni Barone, mentre altre due persone hanno l'obbligo di firma presso la polizia giudiziaria. I capi d'accusa riguardano, a vario titolo, l'associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato e dell'Ue, frode fiscale e falso. L'operazione «off shore» è stata condotta dalla guardia di finanza di Larino, che ha operato a Termoli, Campomarino, Campobasso, Bari, Lesina (Fg), Pescara ed Ortona (Ch). Le indagini, avviate circa due anni fa, riguardano un impianto di miticoltura mai entrato in funzione nel foggiano, il potenziamento delle attrezzature del porto di Termoli e un impianto di maricoltura off-shore nel centro adriatico molisano. Secondo i finanzieri attorno alle opere (realizzate in parte o per intero, ma a costi inferiori) sarebbero ruotate decine di fatture false, per un ammontare di 5,7 mln di imposte evase, e di 520 mila euro di Iva evasa. Con questo meccanismo il «sodalizio» avrebbe ottenuto circa 2,6 mln di euro di aiuti pubblici, grazie anche alle attestazioni relative alla contabilità e allo stato dei lavori, da parte di funzionari pubblici e professionisti compiacenti

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