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Giovedì 21 Settembre 2017 | 12:43

Vetrina Ue per l'Acquedotto pugliese

Il 31 maggio al Parlamento Europeo a Bruxelles una serie di manifestazioni, che culmineranno con una tavola rotonda degli europarlamentari sulla politica delle rirorse idriche
Bari - Il palazzo dell ROMA - Questo mercoledì 31 maggio, il Parlamento Europeo a Bruxelles accoglierà una serie di manifestazioni organizzate per celebrare i cento anni dell'inizio dei lavori di costruzione dell'Acquedotto Pugliese, il più grande acquedotto europeo in termini di estensione della rete (più di 15 mila km, pari a 15 volte la lunghezza del principale fiume italiano, il Po).
Lo rende noto un comunicato dell'Acquedotto Pugliese.

Le manifestazioni saranno centrate, nella mattinata, sulla presentazione di una mostra fotografica e multimediale sulle grandi tappe della storia dell'Acquedotto Pugliese e le principali opere che ne hanno fatto una delle realizzazioni di ingegneria idrica fra le più interessanti a livello mondiale.
Nel pomeriggio, avrà luogo una tavola rotonda sulla politica dell'acqua europea e per la Puglia nel contento meridionale e del Mediterraneo, cui interverranno parlamentari europei.

È la prima volta che un'istituzione dell'Unione europea rende omaggio ad un acquedotto. Ciò si deve anche all'iniziativa ed all'impegno di Enzo Lavarra, parlamentare europeo della Puglia.

Le ragioni europee per celebrare la grande opera italiana del XX secolo sono due, in particolare. La prima è legata alla nuova politica dell'acqua dell'Unione europea, promossa con la direttiva quadro europea sull'acqua del 2000. Di concerto con le autorità della regione Puglia e l'Ato Puglia, l'Acquedotto Pugliese, che è noto anche per il tasso elevato di perdite, ha fatto della direttiva europea il punto di riferimento per la sua strategia di riduzione delle perdite e degli sprechi, per la priorità data al miglioramento della qualità dei servizi, al trattamento delle acque reflue ed alla salvaguardia del territorio.

La seconda ragione sta nel fatto che, consci che la storia dell'Acquedotto è soprattutto una storia della solidarietà interregionale e nazionale (la Puglia tira le sue acque essenzialmente dalle sorgenti della Campania, della Basilicata ed, in misura minore, del Molise) i dirigenti dell'Acquedotto hanno scelto la cooperazione con le regioni limitrofe come linea di forza principale della loro strategia a medio e a lungo termine, con l'obiettivo di promuovere una efficace politica idrica integrata del Meridione.

In questo contesto si situa anche il progetto di fare del palazzo attuale sede degli uffici centrali dell'Acquedotto, il primo Palazzo europeo dell'acqua: luogo d'incontri e di dibattito, museo interattivo sull'acqua, sede di esposizioni permanenti e temporanee, luogo di una Facoltà dell'Acqua, biblioteca sull'acqua a partire dal XIX secolo, un palazzo "aperto" allo sviluppo di una nuova cultura dell'acqua in quanto bene comune, patrimonio dell'umanità, risorsa essenziale ed insostituibile per la vita.

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