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Giovedì 21 Settembre 2017 | 00:02

Assunzioni false di clandestini

Due arresti a Taranto per un consulente tributario e un imprenditore agricolo. L'indagine per la denuncia di un piccolo imprenditore che risultava firmatario delle assunzioni
TARANTO - Avrebbero favorito l'immigrazione clandestina, per lo più persone originarie del Marocco, attraverso false documentazioni attestati l'assunzione in aziende agricole in provincia di Taranto. La polizia, a conclusione di un'indagine durata circa un anno, ha eseguito a Torricella due ordinanze di custodia agli arresti domiciliari, emesse dal gip presso il Tribunale di Taranto, Santella, su richiesta del sostituto procuratore, Putignano.
Si tratta di Giovanni Morrone, di 50 anni, imprenditore agricolo e Giacomo Sergio Catalano, di 44 anni, consulente tributario, indagati per aver, in concorso tra loro, posto in essere, al fine di trarre un ingiusto profitto, attività dirette a favorire l'ingresso e la permanenza in Italia di stranieri attraverso la produzione alla locale Direzione Provinciale del Lavoro di documentazione attestante fittizi rapporti di lavoro, al fine di ottenere il conseguente visto d'ingresso delle competenti autorità consolari.

L'indagine è scaturita dalla denuncia di un piccolo imprenditore, cliente del consulente tributario,dopo la scoperta che risultavano essere state presentate a suo nome, presso la Direzione Provinciale del Lavoro, venti richieste di assunzione di altrettanti cittadini marocchini, successivamente respinte per mancanza di quote disponibili. Gli accertamenti effettuati dalla polizia hanno appurato che le firme del datore di lavoro apposte in calce alla richieste di assunzione erano state falsificate e che alcune pratiche risultavano essere state trasmesse a quell'Ufficio direttamente dal fax di uno studio professionale.
Durante una perquisizione furono così scoperti i timbri della ditta, corrispondenti a quelli impressi sulla documentazione falsificata e copie di alcune delle richieste di assunzione.
Secondo gli investigatori il compenso per ogni clandestino «regolarizzato» sarebbero stati 4mila euro.

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